gaiabox di gaiabox
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Secondo alcuni potrebbe anche generare microscopici buchi neri artificiali. Questi divoratori di massa potrebbero forse mangiarsi l'acceleratore, poi la Francia e la Svizzera e infine tutta la Terra?
Per tranquillizzare la gente, i fisici affermano che non esiste alcuna ragione plausibile di rischio e i minuscoli buchi neri, dopo un'effimera esistenza, dovrebbero evaporare senza alcun danno.
Nei quattro punti in cui si verificano gli scontri fra i due fasci di protoni sono stati posizionati, come abbiamo detto, quattro rivelatori, ognuno concepito per evidenziare un particolare fenomeno, teoricamente previsto dai fisici. II più grande di questi rivelatori, chiamato ATLAS (A Toroidal LHC ApparatuS) dal nome del mitico titano Atlante che reggeva il mondo sulle spalle, è un apparato di oltre 7000 tonnellate, alto 25 m e lungo 46 m, che potrebbe contenere un palazzo di dieci piani. Questa struttura ciclopica è stata progettata per rivelare i decadimenti muonici ad alta energia che ci si attende debbano caratterizzare la produzione della cosiddetta particella di Higgs, prevista dal Modello Standard, la cui esistenza è in trepidante attesa di accertamento da parte dei fisici.

Il secondo rivelatore è denominato CMS (Compact Muon Solenoid). Strutturato da diversi strati come una cipolla e contenente al suo interno sottili strisce di silicio, CMS serve a ricostruire le traiettorie e allo stesso tempo misurare l'energia delle particelle generate dagli urti fra protoni. Uguale ad ATLAS per quanto riguarda gli obiettivi, ma diverso e complementare per le tecnologie che lo caratterizzano, anche CMS è destinato, fra gli altri scopi, a evidenziare i muoni prodotti dall'auspicato arrivo del bosone di Higgs.
Più piccoli sono gli altri due principali rivelatori: ALICE (A Large Ion Collider Experiment) e LHCb (Large Hadron Collider beauty).
Il primo dispositivo, che prende il nome dal personaggio creato dallo scrittore e matematico inglese Lewis Carroll, ha lo scopo di entrare in un "paese delle meraviglie": l'universo nel suo stato primordiale, le cui condizioni saranno riprodotte facendo urtare fra loro nuclei di piombo portati da LHC a un'energia di circa 570 TeV.
L'altro rivelatore è un apparato progettato soprattutto per studiare la fisica dei mesoni B, nell'intento di comprendere i processi che già nella prima infanzia dell'universo dovrebbero aver reso la materia prevalente sull'antimateria.
Gli scoppi scientifici degli esperimenti in corso o in preparazione presso l'acceleratore LHC sono dunque molteplici. Il principale è tuttavia la produzione e cattura dell'inafferrabile particella di Higgs, della cui esistenza, secondo un annuncio del dicembre 2011, i ricercatori del CERN ritengono di avere già ottenuto promettenti indizi.

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