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Le forze elettriche e l'elettricità
Se prendiamo una bacchetta di plastica, ad esempio una penna biro, strofinata con un panno di lana, acquista la proprietà di attirare piccoli pezzi di carta. Le forze che agiscono tra la bacchetta e la carta sono dette forze elettriche. In questo modo avviene l'elettrizzazione per strofinio che accumula una certa quantità di elettricità che si disperde in breve tempo dando luogo a volte a una scossa, a una scintilla.

Se invece proviamo ad appendere una bacchetta di plastica (o una biro) a un sostegno con un filo di cotone e strofinarla usando un panno di lana, se avvicinata con un'altra bacchetta di plastica, anch'essa strofinata con un panno di lana, noteremo che la bacchetta appesa al filo si sposta allontanandosi all'altra.
Ripeti poi la prova avvicinando alla bacchetta sospesa a una bacchetta di vetro strofinata con un panno, noteremo che la bacchetta di plastica si avvicina a quella di vetro.

L'elettricità si manifesta quindi come forza repulsiva (plastica-plastica) o come forza attrattiva (plastica-vetro).
Si può quindi concludere che esistono due tipi di elettricità, che i fisici chiamano elettricità negativa ed elettricità positiva.
Un corpo è elettricamente neutro quando contiene in quantità uguale elettricità positiva e negativa.
L'unità di misura della carica elettrica è il coulomb (

[math]C[/math]
), dal nome dello scienziato Charles-August Coulomb, che per primo studiò il fenomeno.
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