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Il progresso scientifico nell’età ellenistica


I grandi progressi della scienza nell’età ellenistica furono resi possibili dai continui contatti che gli scienziati ebbero tra di loro e dalla protezione accordata dal potere politico alla scienza. Nel museo di Alessandria gli scienziati riconobbero l’importanza di scambiarsi le proprie osservazioni e di ragionare insieme.
Tra quanti lavorarono nel museo vogliamo ricordare Eròfilo, studioso di medicina. Egli scoprì che il nostro sistema nervoso è basato su nervi che partono dal cervello e dal midollo spinale e che trasmettono impulsi e sensazioni. Studiò inoltre la circolazione del sangue, stabilendo che le arterie contenevano sangue e non aria come si pensava allora, giungendo molto vicino alle conclusioni della medicina moderna.
Nella prima metà del III secolo a.C. Euclide pubblicò ad Alessandria i suoi Elementi di geometria. Fecero così la loro comparsa nozioni come l’ipotenusa, il triangolo isoscele, il poligono ecc., tuttora valide e utilizzate.
Sempre ad Alessandria troviamo l’astronomo Aristarco di Samo, convinto che il Sole fosse immobile e che le stelle e la Terra vi ruotassero intorno (teoria eliocentrica). Sarebbero trascorsi molti secoli prima che Copernico e Galilei potessero dimostrare la validità di quell’intuizione (con la sola correzione che il Sole non è immobile). Aristarco non aveva strumenti per dimostrarla e così prevalse la teoria geocentrica dell’astronomo Tolomeo (1 secolo d.C.), che poneva la Terra immobile al centro del sistema solare.
I Greci, osservando l’ombra della Terra proiettata sulla luna durante le eclissi, oppure la diversa altezza di una stella fissa via via che ci si spostava da nord a sud, avevano acquisito la certezza che la Terra era tonda. Partendo da questo dato, Eratòstene calcolò la lunghezza dell’equatore in 46.620 chilometri: la scienza moderna, con gli strumenti di alta precisione di cui dispone, ha verificato che tale misura doveva essere corretta di appena 6.000 km circa.
Tra il III e il II secolo a.C. sorse ad Alessandria una scuola di meccanica, che divenne presto famosa. I progressi scientifici furono messi in pratica e si scoprirono vere e proprie “macchine”, molte delle quali restarono purtroppo solo allo stadio di modelli.
Tra queste macchine ricordiamo la famosa pompa a mano di Ctesìbio, il cui principio fu sfruttato come mezzo antincendio fino al XIX secolo, quando la forza delle braccia fu sostituita da quella prodotta dal vapore. Oppure l’eolipìla di Erone, che, ruotando su se stessa grazie all’energia prodotta dal vapore, era una vera e propria precorritrice della macchina a vapore; l’odòmetro [= che misura la strada], una specie di contagiri da applicare a una ruota; la còclea, o vite di Archimede, per sollevare l’acqua.
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