Video appunto: Esplorazioni spaziali e sviluppo del pensiero ecologista

Le esplorazioni spaziali e lo sviluppo del pensiero ecologista ad esso conseguente



Fu lo Sputnik ad essere il primo satellite artificiale mandato in orbita intorno alla Terra da parte dell’Unione Sovietica il 4 ottobre 1957.
Dopo circa un mese venne lanciato in orbita, sempre dall’Unione Sovietica, lo Sputnik 2, il primo con un essere vivente a bordo: la cagnolina Laika.

Il successo russo scatenò la “competizione” con l’altra superpotenza mondiale: gli Stati Uniti, perché ciò metteva in discussione il presunto predominio tecnologico e missilistico americano.
URSS e USA cercavano di prevalere l’uno sull’altro nella conquista dello spazio nel periodo della cosiddetta “Guerra Fredda”, contrapposizione politica, ideologica e militare che venne a crearsi alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Lo sviluppo tecnologico raggiunto veniva utilizzato per dimostrare la supremazia dell’uno sull’altro.
Ben presto si giunse alla divisione del mondo in due parti, denominati comunemente come Occidente-Ovest (Stati Uniti ed alleati) ed Oriente-Est (Unione Sovietica ed alleati).
I Russi conquistarono per primi lo spazio con Jurij Gagarin, primo uomo a volare nello spazio, portando a buon fine la propria missione il 12 aprile 1961.
A quel punto l’obbiettivo degli Stati Uniti era quello di raggiungere la Luna.
Il programma spaziale americano importò scimpanzé africani e ne inviò almeno un paio nello spazio prima di lanciare il primo veicolo con equipaggio.
L’Apollo 8 fu la seconda missione con equipaggio del programma spaziale statunitense Apollo.
Il lancio avvenne il 21 dicembre 1968 e fu la prima navicella con uomini a lasciare l’orbita terrestre, a raggiungere la Luna ed ad orbitare intorno ad essa.
Gli astronauti americani erano Bill Anders, Jim Lovell e Frank Borman.
Gli sviluppi tecnologici sono serviti ad esplorare lo spazio, a anche ad avere immagini suggestive del nostro pianeta.
“Earthrise – L’alba della Terra” è il nome dato dalla fotografia della NASA fatta dal pilota del modulo lunare William Anders il 24 dicembre 1968 durante la missione Apollo 8.
E’ la prima fotografia nitida a colori della Terra che mostra il nostro pianeta da una prospettiva tutta nuova: il globo terrestre appare parzialmente avvolto nell’oscurità, lontano; in primo piano si riconosce parte della superficie lunare.
La Terra si mostra in tutta la sua bellezza, dimostrando anche il suo lato fragile.
Da allora il nostro pianeta, bellissimo e ricco di risorse, viene chiamato “Il Pianeta Azzurro” in quanto ricoperto in buona parte da mari ed oceani.
È il solo mondo che conosciamo ad avere larghe distese di acqua in superficie ed ossigeno nella sua atmosfera e quindi l’unico in grado di sostenere la vita.
Questo lo rende unico e speciale, viene considerato come un organismo vivente e per questo deve essere preservato ed accudito.
Un’altra bellissima e famosissima fotografia è la “Blue Marble - Marmo Blu” scattata nel 1972 dall’equipaggio dell’Apollo 17 che ritrae la Terra completamente illuminata, perché allo scatto il Sole era alle spalle degli osservatori.
Negli anni ‘70 essa fu ritenuta dagli ambientalisti il simbolo della vulnerabilità del nostro pianeta.
In quegli anni le persone diventarono più sensibili alla tutela dell’ambiente con lo sviluppo di politiche ambientalistiche a livello internazionale, con la Regola delle 4 R e con la raccolta differenziata.