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La teoria evoluzionistica di Charles Darwin


Introduzione


Quando la professoressa ci ha proposto questo lavoro di gruppo sinceramente ,non ci è sembrato un argomento appassionante forse perché lo sentivamo troppo lontano nel tempo, forse perché i concetti da assimilare erano completamente nuovi e per certi versi più complessi da capire.
Ma poi abbiamo cominciato ad approfondire la nostra ricerca di notizie ed allora riga dopo riga, idea dopo idea abbiamo capito come la “Teoria dell’evoluzione di Darwin”, proprio come già in classe la prof, ci aveva spiegato, non solo ci riguarda da vicino, ma ha veramente rivoluzionato il modo di studiare il mondo dei viventi e ancora oggi costituisce il punto di riferimento delle scienze della vita (genetica, biologia, geologia).

Origine dell’opera


Il giovane Charles Darwin, scienziato inglese, nel mese di dicembre del 1831, salpò dal porto inglese di Plymouth, a bordo del brigantino “Beagle”, come naturalista. Quanto il brigantino durante il suo viaggio, lungo le coste del Sud America gettava le ancore per fare rifornimento d’acqua e di provviste alimentari , Darwin sbarcava a terra per compiere lunghi percorsi a piedi o a cavallo. Ebbe così occasione di raccogliere un’enorme quantità di campioni e di dati sulla vegetazione e sulla fauna dei paesi visitati, osservazioni che si rivelarono particolarmente importanti quando il giovane tornò in patria.

Infatti, dopo aver dedicato più di vent’anni a riordinare e interpretare i dati raccolti, Charles Darwin nel 1858 pubblicò l’opera del titolo “L’origine della specie per mezzo della selezione naturale”, nella quale enunciò i punti fondamentali della teoria evoluzionistica.
Secondo la sua teoria l’uomo è il risultato finale di un lungo cammino evolutivo iniziato con la comparsa della vita sulla terra.

Si trattava di un’idea innovativa, ma soprattutto rivoluzionaria, rispetto alle comunicazioni dell’epoca sia dal punto di vista religioso sia culturale da un lato infatti contrastava fortemente con l’idea “ Creazionista” espressa dal cattolicesimo (è a Dio, non solo il creatore di ogni specie,ma soprattutto il “Regista” supremo di ogni sua successiva trasformazione); dall’ altro la teoria Darwiniana ma si allontanava dalle prestigiose ipotesi dei suoi colleghi contemporanei, ritenute più accreditate (valide) Concezione “Catastrofista”.
“The Origin of species by means of natural selection” enuncia cinque punti essenziali e a essi l’autore affida la dimostrazione della validità della sua teoria evoluzionista.

• Selezione Naturale
• Adattamento all’ambiente
• Variabilità dei caratteri
• Selezione naturale
• Speciazione-Isolamento geografico.

Gli esseri viventi in natura tendono a moltiplicarsi, perché normalmente generano una prole ben superiore a quella necessaria per mantenere in vita una specie. Tuttavia le risorse dell’ambiente come cibo, spazio, luce ed acqua sono limitate. Quindi ogni essere vivente non solo deve competere con gli altri per il cibo e per il territorio, ma deve superare avversità climatiche , malattie e attacchi dei predatori ( lotta per la sopravvivenza ). Si attua così una riduzione drastica del numero dei viventi che altrimenti riempirebbero ogni angolo del pianeta si verifica cioè quella che Darwin definì un processo di selezione naturale.
• Selezione Naturale: si intende quel meccanismo che favorisce la sopravvivenza e la riproduzione degli individui con particolari caratteri

In questa lotta alla sopravvivenza risultano avvantaggiati gli individui che casualmente posseggono caratteristiche più adatte all’ambiente, mentre quelli che sono meno capaci di sfruttare le risorse sono destinati a soccombere, perché generano discendenti sempre meno numerosi e più deboli e alla fine si estinguono, al contrario i “più forti” trasmettono ai propri figli le loro caratteristiche vantaggiose e quindi i loro discendenti sopravvivono, si riproducono e trasmettono a loro volta quei caratteri ai discendenti. In questo modo l’evoluzione procede e le specie raggiungono un perfetto adattamento all’ambiente che li ospita, conservando solo quelle caratteristiche adatte all’ambiente stesso, mentre quelle caratteristiche meno vantaggiose vengono man, mano eliminate e spariscono del tutto.

• Adattamento all’ambiente: si intende il risultato della selezione, prolungata nel tempo, degli individui con caratteri accidentalmente più favorevoli).

Il tema della variabilità dei caratteri e della ereditarietà di questi fu senza dubbio il punto debole, il tallone di Achille per così dire della teoria Darwiniana. Lo scienziato enunciò, giustamente, che in una specie gli individui non sono tutti uguali, ma fra di essi vi è una notevole variabilità di caratteri, che sono in parte ereditari, cioè possono essere trasmessi alla prole. Il postulato, di per se esatto, risulta però, alla luce delle moderne acquisizioni scientifiche, incompleto perché Darwin non sapeva assolutamente quale fosse la ragione, il motivo della variabilità dei caratteri . Oggi, la genetica, ci spiega che essa è da attribuire alle “mutazioni casuali” che avvengono nel patrimonio genetico degli individui e al “rimescolamento” dei caratteri dei genitori che ha luogo attraverso la riproduzione sessuale.
• Variabilità Dei Caratteri: si intende la presenza di lievi differenze nei caratteri tra membri di una stessa specie.

Sta di fatto che generazione dopo generazione le variazioni si accumulano in un gruppo e alla fine la specie originaria subisce un cambiamento tale da poter essere considerata una nuova specie “Speciazione”.
Un altro importante fattore di speciazione è L’ Isolamento geografico: una specie viene separata in due gruppi magari da una barriera naturale (catena montuosa, che si sta sollevando, corso d’acqua,tratto di mare, ghiacciaio che prima non esisteva), se i due gruppi vengono a trovarsi in condizioni ambientali diverse, la selezione naturale opererà in modo diverso in ciascuno di essi e i due gruppi imboccheranno due diversi cammini evolutivi. Potranno infine originare due nuove specie.

• Speciazione: si intende quando da una specie se ne formano due che divergono tanto nei caratteri da non potersi più incrociare per riprodursi.
Dagli inizi del 900 le teorie evoluzionistiche hanno ricevuto un nuovo impulso e soprattutto sono state convalidate dagli studi recenti della genetica. È nata una nuova corrente scientifica, il NEO-DARWINISMO, che ha rivisto il concetto di selezione naturale. Chi risulta vincente nel processo di evoluzione non è il più forte, ma quello che assicura maggiore discendenza. La selezione non è più distruzione ma creazione. In futuro le scienze ci diranno ancora quali nuove strade percorrere.

Esempio di selezione e adattamento


In questo nostro, affascinante viaggio nell’ evoluzione abbiamo indossato i panni di Darwin e come lui abbiamo osservato i fringuelli che il grande naturalista aveva esaminato sulle isole Galapagos.
Ci siamo stupiti della grande varietà; si tratta di 14 specie che hanno in comune un unico progenitore: un piccolo numero di fringuelli provenienti dal Sud America.
Quando essi si insediarono, poiché ogni isola aveva un habitat diverso e diverso cibo a disposizione dei fringuelli, essi di generazione in generazione si diversificarono. Per gli uccelli la forma del becco è fondamentale per nutrirsi.
Abbiamo osservato che alcuni hanno un becco massiccio e potente per rompere semi duri, altri hanno becchi sottili e pungente. Addirittura una specie di fringuelli utilizza una spina di cactus per tirare fuori il cibo dai buchi!
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