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Il comportamento antipredatorio negli animali


I comportamenti antipredatori degli animali sono quei comportamenti messi in atto per sfuggire ai predatori ed i più efficaci sono stati favoriti dalla selezione naturale.
Una delle strategie di difesa contro i predatori è il mimetismo, cioè quando un animale può assumere le sembianze di un altro ( ad esempio un animale innocuo può mimare i colori di un animale velenoso, cosicchè i predatori lo evitano) oppure può assumere forme e colori dell’ambiente circostante per confondersi con esso e non essere visto. Questa strategia è usata sia tra i vertebrati che tra gli invertebrati. Esempi:
- Il camaleonte che assume la colorazione dell’ambiente circostanze e può quindi cambiare il suo colore.
- Il gufo che si camuffa perfettamente nell’albero in cui vive imitandone il colore.
- Le macchie sul dorso dei cerbiatti simulano le macchie di luce quando penetra nella boscaglia attraverso le foglie degli alberi.
- Il manto invernale delle volpi che diventa bianco e si confonde con la neve.
Un’altra strategia di difesa è la fuga. Ci sono animali che sono specializzati nella fuga rapida con scatti improvvisi ed accelerazioni, come ad esempio antilopi, gazzelle, zebre lepri. Gli animali specializzati nella fuga spesso vivono in gruppo perché è più difficile predare un animale singolo in mezzo a un branco che corre con fughe disordinate e chiassose che disorientano il predatore.
Gli ungulati più grossi come il bue muschiato e il bufalo utilizzano la tecnica della lotta di gruppo. Essi si ammassano in gruppo mettendo al centro i piccoli e i lupi non riescono a predarli.
Nei gruppi di animali prede accade poi che gli individui si turnino per vigilare sull’arrivo di eventuali predatori, dando l’allarme a tutto il branco quando ne avvistano uno. Gli altri intanto possono dedicarsi ad altre attività e non devono sempre stare tutti vigili. Le marmotte e le manguste sono degli esempi di animali che usano la strategia delle sentinelle, le quali vigilano dritte sulle zampe posteriori e quando avvertono un pericolo emettono dei fischi che inducono gli altri a rifugiarsi nelle tane.
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