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La colite.


Malattia: Colite
Organo che colpisce: Colon (Parte dell'intestino crasso)
Ci possono essere tre tipi di colite: ulcerosa (forma grave di colite caratterizzata da uno stato infiammatorio cronico), ischemica (causata da un deficit dell’apporto di sangue al colon) e di tipo infettivo (causata da agente esterno: tifo, paratifo, tubercolosi addominale, schistosomiasi, yersina, sighella, ameba e salmonella).
Eziologia (Le cause):
E' dovuta ad un' infiammazione che può interessare l'intero colon oppure solo un suo segmento che a sua volta può essere causata dalla contrazione di un virus come la salmonella, oppure ad una scorretta alimentazione, oppure può essere anche di carattere ereditario.
Però le cause della sindrome del colon irritabile non sono ancora del tutto note. Poiché si tratta di una malattia dell'apparato digerente, molti ritengono che sia collegata solamente a cause alimentari. In realtà non è affatto così, anzi, il più delle volte questa patologia è legata a stress psichici e/o (più raramente) fisici. Tra le cause di insorgenza o di aggravamento della colite spastica possiamo inserire un regime alimentare scorretto (scarsa idratazione e scarsa assunzione di fibre), le mestruazioni (l'intestino presenta una certa sensibilità legata alle modificazioni ormonali indotte dal ciclo mestruale), le alterazioni della flora batterica e le infestazioni da parassiti.
Sintomi:
Colite: sintomi e diagnosi
1) La maggioranza dei pazienti colpiti da colite soffre di sintomi come:
stipsi o diarrea, spesso alternate
dolore e crampi addominali, talvolta alleviati dalla defecazione o dalla espulsione di gas intestinali
gonfiore, flatulenza
emissione di muco insieme alle feci (spesso sintomo di una infezione locale, soprattutto se associato a febbre)
In genere, il colon irritabile non dà dolore alla notte; qualora fosse presente si consiglia di eseguire indagini diagnostiche più approfondite. Tali indagini si rendono necessarie anche se c'è un cambiamento completo del funzionamento intestinale, come il passaggio da un periodo di stitichezza ad una fase caratterizzata da numerose scariche liquide.
Se compaiono sintomi come anemia, sanguinamento di colore rosso vivo con le feci, febbre o perdita di peso, il paziente deve rivolgersi tempestivamente ad un gastroenterologo.
2) All'inizio si osserva una modificazione delle feci, sia per quanto riguarda la consistenza sia per quanto riguarda il colore. I sintomi più frequenti sono rappresentati inoltre da dolori addominali che in genere si attenuano dopo la defecazione o in seguito all'espulsione di gas intestinali; si hanno poi irregolarità della frequenza dell'alvo (stipsi o diarrea o alternanza fra le due), espulsione delle feci a volte difficoltosa o non completa e talvolta associata a muco, flatulenza, gonfiore addominale; altri sintomi riscontrabili sono alitosi soggettiva, difficoltà nella deglutizione, nausea, sazietà precoce, borborigmi (suoni causati dal passaggio di gas nell'intestino), dolori anali e perineali ecc.
Si è soliti fare distinzione in sottotipi di questa sindrome a seconda della frequenza delle evacuazioni e della consistenza del materiale fecale. Si hanno infatti forme di IBS associate a stitichezza e altre a diarrea; altre forme sono dette di tipo misto (in questi casi si hanno evacuazioni di feci secche e molli nell'arco di uno o pochi giorni); vi sono poi forme di tipo alterno che sono caratterizzate da un'alternanza fra stipsi e diarrea, alternanza che può perdurare per settimane o addirittura per mesi. La forma più frequente è comunque quella associata a stipsi.
Non è per niente semplice diagnosticare con certezza la sindrome del colon irritabile perché i sintomi sopraesposti sono comuni a molte altre patologie (come per esempio l'intolleranza al lattosio, l'ulcera gastrica, la calcolosi biliare ecc.); la diagnosi certa si avrà quindi con l'esclusione della presenza di altre malattie. Data una certa correlazione tra stress psichici e sindrome del colon irritabile, il medico dovrà indagare in prima istanza in questo senso (verificando cioè se vi siano situazioni di stress, ansia, nervosismo ecc.); non è infrequente che la certezza della diagnosi porti diversi soggetti a un miglioramento generale del quadro; talvolta infatti i pazienti, a seguito della sintomatologia, pensano di essere affetti da patologie molto serie come, per esempio, i tumori del tratto gastrointestinale; l'essere rassicurati in tal senso porta molte volte a un alleviamento dei sintomi. Esiste anche la possibilità di confondere la sindrome del colon irritabile con la malattia celiaca ed è per questo che nei casi più problematici da curare è opportuno effettuare gli esami per l'individuazione di un'eventuale positività agli anticorpi anti-gliadina, anti-endomisio e anti-transglutaminasi. Altri esami che possono venire richiesti sono l'emocromo completo, la coprocoltura, la VES e la ricerca di parassiti fecali.
Prevenzione e cura: Prevenzione e cura – La sindrome del colon irritabile non richiede trattamenti curativi di tipo drastico (dove per drastico si intende o il ricovero in ospedale o il ricorso a operazioni chirurgiche). Quando la diagnosi è certa si deve, per prima cosa, intervenire sullo stile di vita del paziente, sia a livello psicologico sia a livello nutrizionale. Inizialmente, potrà essere d'aiuto anche un intervento con medicinali antispastici e ansiolitici, intervento che dovrà però essere gestito, senza eccezione alcuna, dal medico curante al fine di evitare "abusi" di tipo farmacologico non infrequenti nei trattamenti "fai da te". Nelle forme caratterizzate da stitichezza potrà essere utile aumentare l'introito giornaliero di cibi ricchi di fibre; ovviamente, per quanto riguarda quest'ultimo punto, si deve porre una certa attenzione a livello quantitativo in quanto, come noto, un eccessivo consumo di questa tipologia di alimenti potrebbe essere causa di sintomi fastidiosi quali flatulenza e diarrea. Utili consigli di tipo alimentare possono essere reperiti nel nostro articolo La dieta per la colite spastica. Quello che però teniamo a ribadire è che una cattiva alimentazione o determinati alimenti possono sì aggravare la sindrome del colon irritabile, ma non ne sono certamente la causa principale; il consiglio più sensato è quindi quello di migliorare la propria vita dal punto di vista psicologico, il fattore alimentare è di secondaria importanza, inoltre è importante notare che gli alimenti "negativi" non sono gli stessi per tutti i soggetti; il che comporta necessariamente un esame individuale della dieta proposta in quanto indicazioni generali spesso falliscono. Il paziente può cioè adottare una strategia simile a quella indicata per le intolleranze alimentari, escludendo e/o inserendo l'alimento incriminato e verificando la reazione personale. Un intervento di supporto che ci sentiamo di consigliare è il ricorso ai fermenti lattici con lo scopo di ripristinare al meglio la flora batterica.

A cura di Giorgio Frattini

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