Batteri, caratteristiche e distinzioni
Quando senti pronunciare la parola batteri o microbi forse pensi a invisibili nemici dell’uomo, a piccolissimi esseri che provocano malattie più o meno gravi. Infatti, dalla seconda metà del secolo scorso, epoca eroica dei «cacciatori di microbi» (Pasteur, Koch e altri illustri scienziati), ai giorni nostri, la maggior parte delle persone credono che i batteri siano tutti nocivi, come quelli del tifo, della tubercolosi, della peste, del colera, del tetano, del carbonchio, della difterite, della polmonite.
In realtà i batteri patogeni (parola greca che significa «generatori di malattie») sono un’esigua minoranza rispetto a quelli innocui o alleati dell’uomo. Per convincersi di ciò bisognerebbe esplorare il mondo dei batteri.
Non è facile osservare questi organismi perché, in generale, hanno dimensioni talmente piccole, che per vederli occorre un potente microscopio. È proprio a causa della loro estrema piccolezza che i batteri rimasero pressoché sconosciuti fino a un secolo fa.
Si tratta di vegetali unicellulari che sono diffusi ovunque in natura, nelle sostanze organiche, nell’acqua, nell’aria, nel terreno. I batteri, essendo privi di clorofilla, vivono da saprofiti o da parassiti sul corpo dei vegetali o degli animali.
Nel terreno, per esempio, vive un’enorme quantità di batteri che sfruttano, come nutri-mento, i materiali organici ivi presenti. Particolarmente alla loro azione è dovuta la trasformazione delle foglie morte, dei rami, delle cortecce, dei tronchi marcescenti e dei resti animali in quel terriccio soffice, di color nerastro, che si incontra nei boschi e che è detto humus o terra vegetale.
I processi fermentativi e putrefattivi operati dai batteri hanno grande importanza per l’economia della natura, perché i prodotti della decomposizione delle sostanze organiche vegetali e animali rappresentano l’elemento indispensabile alla vita delle piante.
Di notevole interesse per l’agricoltura, oltre ai batteri nidificanti, sono i batteri fissatori di azoto atmosferico che vivono sulle radici delle leguminose: pisello, fava, fagiolo, erba medica, trifoglio, ecc.
I batteri si moltiplicano in una maniera molto semplice: ognuno si divide in due parti, originando due organismi. L’intervallo di tempo tra una divisione e l’altra è di soli 20-30 minuti primi; cosicché da un batterio, nel giro di 24 ore, si potrebbe avere una massa di molti miliardi di esseri. E se non si esaurisse il mezzo (la sostanza organica) su cui vivono, in pochi giorni si avrebbe una massa che occuperebbe tutta la Terra.
I batteri che hanno la forma di sferette si chiamano cocchi; quelli a bastoncino sono i bacilli; quelli piegati a virgola sono i vibrioni; quelli avvolti a spirale sono gli spinili.
Se i cocchi sono isolati si dicono monococchi, se sono riuniti a due a due, prendono il nome di diplococchi, se sono disposti a catenella, vengono detti streptococchi-, se sono disposti a grappolo, si dicono stafilococchi.
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