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L'apparato riproduttore

Adibito alla riproduzione è l'apparato riproduttore, presente fin dalla nascita completo e differenziato nei due sessi. Un ragazzo si avvia a diventare un giovane maturo sessualmente quando, verso dagli 11 ai 16 anni, inizia la produzione degli ormoni sessuali. Gli organi genitali veri e propri, detti carattere sessuali primari, formano invece l'apparato riproduttore maschile e femminile.

L'apparato riproduttore maschile

L'apparato riproduttore maschile è formato da due organi esterni: i testicoli e il pene.
I testicoli sono due ghiandole formate da vari tipi di cellule, alcune delle quali hanno il compito di produrre gli spermatozoi o gameti maschili, le cellule riproduttrici.
Il pene è l'organo che provvede all'immissione degli spermatozoi nell'apparato riproduttore femminile, permettendo la fecondazione.
Gli spermatozoi sono immersi nel liquido seminale con il quale formano lo sperma la cui produzione inizia nella pubertà e continua fino alla vecchiaia. L'emissione all'esterno dello sperma è detta eiaculazione: in ogni eiaculazione vengono espulsi pochi centimetri cubi di sperma che contengono 150 milioni di spermatozoi.

L'apparato riproduttore femminile

L'apparato riproduttore femminile è molto più complesso di quello maschile, in quanto destinato a varie funzioni. Esso è formato da alcuni organi posti all'interno: le ovaie, gli ovidotti, l'utero e la vagina; e da una sola parte esterna, la vulva.
Le ovaie sono due ghiandole situate nella cavità addominali, la cui funzione principale è quella di conservare e portare a maturazione gli ovuli, le cellule riproduttrici o gameti femminili, presenti nelle ovaie fin dalla nascita.
Gli ovidotti, o tube di Falloppio, sono due sottili condotti che congiungono ciascuna ovaia con l'utero. E' negli ovidotti che avviene l'incontro fra l'ovulo e gli spermatozoi.
L'utero è un organo muscoloso cavo che ogni mese subisce un complessi ciclo di modificazioni per prepararsi alla sua importante funzione: accogliere e nutrire un nuovo essere.
La vagina è un canale che mette in comunicazione l'utero con la vulva. Le sue pareti elastiche permettono la fuoriuscita del neonato al momento del parto.
Gli ovuli fino a una certa età sono immaturi, non adatti a essere fecondati. La maturazione di un ovulo avviene con un processo chiamato ciclo ovarico ì, della durata di 28 giorni circa. Il primo ciclo ovarico avviene per stimolazione delle ovaie da parte dell'ipofisi e segna l'inizio della pubertà. Da questo momento in poi, comincia il periodo fertile di una donna; tale periodo termina verso i 50 anni, quando cessa l'attività delle ovaie e la donna entra in menopausa.

Il ciclo ovarico

All'inizio del ciclo comincia la maturazione di un ovulo; al 14° giorno circa l'ovulo è maturo e passa nell'ovidotto: si dice che è avvenuta l'ovulazione. Nell'arco di quattordici giorni circa, l'ovulo raggiunge l'utero. Se durante la sua permanenza nell'ovidotto l'ovulo incontra degli spermatozoi, può essere fecondato e il ciclo ovarico si conclude con una gravidanza. Se l'ovulo non viene fecondato, il ciclo si conclude con un fenomeno detto mestruazione che avviene il 28° giorno dall'inizio del ciclo.
La mestruazione è un flusso di sangue che dura 4-5 giorni e che serve ad espellere l'ovulo non fecondato e tutto ciò che l'utero aveva preparato per un eventuale gravidanza. La prima mestruazione è il segno della maturità sessuale di una donna e prende il nome di menarca.

Fecondazione e gravidanza

Quando l'ovulo maturo si trova nell'ovidotto può essere raggiunto dagli spermatozoi, dei quali uno solo ha la possibilità di penetrare nell'ovulo. Con la penetrazione dello spermatozoo nell'ovulo si ha la fecondazione, da cui si origina una prima cellula, lo zigote, che darà inizio al processo che porta alla formazione di un nuovo essere. Lo zigote, infatti, in pochi giorni si annida nella mucosa dell'utero, dando inizio alla gravidanza. Per proteggere e nutrire il nuovo essere in formazione, di sviluppano l'amnios e la placenta.
L'amnios è sacchetto pieno di liquido che serve a proteggerlo da urti e sbalzi di temperatura. La placenta è l'organo che serve a nutrirlo durante tutta la gravidanza. La placenta e il nuovo essere sono collegati attraverso il cordone ombelicale, che lega il corpo materno a quello del piccolo per tutta la gravidanza. Al non mese circa, il nuovo essere è completo. La produzione di particolari ormoni fa contrarre l'utero che spinge il feto verso la vagina e quindi all'esterno: è il momento del parto.

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