Vecchiaia

Non ci sono mai stati tanti anziani come al giorno d’oggi. L’Italia è un paese in cui si vive a lungo, le aspettative di vita sono alte (sugli 80 anni); questo poiché sono migliorate le condizioni di vita, la qualità dell’alimentazione, delle abitazioni, la sicurezza, ci si ammala di meno... La medicina ha avuto grandi progressi (c’è una media del 60% per la guarigione dai tumori). Inoltre anche l’innalzamento del livello di istruzione ha permesso di vivere più a lungo: statisticamente i laureati vivono di più.
In Italia la popolazione over 65 è di 12 milioni di anziani.
L’invecchiamento è un bene o un male?
Male perché gli anziani sono un costo sociale-assistenziale (medicine, ospedali, case di riposo, pensioni…). Però una società in cui ci sono tanti anziani significa che è una società in cui si vive bene.
La vecchiaia si divide in: terza età (65-75 anni), quarta età (75-90 anni) e quintà età (>90 anni).

L’invecchiamento dipende dalla società ma anche dall’individuo (gli stili di vita portano ad un diverso tipo di invecchiamento). Non tutti gli anziani sono uguali: c’è una componente genetica ma fondamentale è la prevenzione (mangiare sano, attività fisica, controlli medici regolari, interessi culturali, buone amicizie…).

Un problema e rischio degli anziani è la solitudine. In media 1/3 degli anziani vive da solo, e molti anziani preferiscono vivere da soli in casa piuttosto che nelle case di riposo, poichè questo gli da più libertà ed autonomia. Il problema è quando la solitudine diventa negativa: ossia la solitudine interiore, di chi si sente emarginato, di chi sente dinon avere più la possibilità di esprimere la ricchezza che essi sentono di avere. Il grosso problema dell’anziano è quindi l’isolamento.

Differenza tra solitudine e isolamento: come agire contro l’isolamento?
Un anziano isolato avrà più problemi e quindi costerà di più.
Bisogna investire sulla formazione e sulla prevenzione.
L’apprendimento è una forma di prevenzione e di aiuto a garantire una qualità migliore della vita.
Come si investe sull’apprendimento degli anziani?
Chi studia ha una migliore qualità della vita.
Bisogna far sì che gli anziani diventino una risorsa e un aiuto per la società, attraverso l’apprendimento: attività formative come volontariato, cooperative che si occupano di questi servizi, i comuni organizzano i servizi sociali.(per esempio i pasti caldi a domicilio)
Tutto questo presuppone che ad ogni età si possa imparare, e che l’apprendimento migliori la qualità della vita. Così facendo si combatte l’isolamento, e si promuove la progettualità. Serena consapevolezza: mi rendo conto di quello che sono, dei limiti che ho, ma anche delle mie risorse. Queste attività possono essere far incontrare i bambini e gli anziani su differenti temi, i laboratori espressivo – creativi (disegno, teatro, musica, canto, viaggi…).

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