Tolman

Anticipa la rivoluzione del cognitivismo:
Introduce l’idea di fine → il comportamento del topo è teleologico, finalizzato a un obiettivo. Egli infatti accetta il programma di ricerca comportamentista, tuttavia applica un’impostazione teleologica. Secondo
Tolman il comportamento di un organismo ha uno scopo e la risposta attiva che ne consegue va considerata olisticamente e non sommatoriamente rispetto a elementi parziali.
Considera necessario richiamare l’attenzione al fatto che devono esistere delle variabili intermedie fra stimolo e risposta. Queste sono di natura soggettiva come la fame che può essere controllata dall’esterno ma noi non capiremo il comportamento se non capiamo che esso è dettato sia dal condizionamento ambientale sia da variabili soggettive indipendenti fra loro come pulsioni fisiologiche, eredità, sesso, esercizio pregresso ecc. Si riporta quindi l’attenzione sulla soggettività. L’adozione da parte di T di queste variabili intermedie restituisce all’uomo una consistenza interna. Tolman studiava l’apprendimento di percorsi complessi e si pone il problema di come l’animale, mosso dalla fame, si muova dentro un percorso complesso e apprenda a muoversi con la finalità di soddisfare la fame. Se il comportamento fosse determinato solo da variabili casuali, questo potrebbe spiegare il raggiungimento dell’obiettivo con grande difficoltà e perdita di tempo; invece l’animale deve conservare le energie e quindi deve rappresentarsi il percorso mentalmente → mappa non si sarebbe potuta strutturare se si fosse mosso solo casualmente.

Rivoluzione → non ci si può concentrarsi più sullo stimolo secco stimolo-risposta perché può essere molto lontana dai risultati che si ottengono.
Lo psichismo è quella scatola nera – black box – che è l’artefice della trasformazione degli stimoli in informazione che vengono rielaborate in una risposta. Per prevedere il comportamento bisogna basarsi sulla manipolazione ambientale, ma questo è troppo variabile rispetto alle previsioni. Bisogna tenere conto anche del modo in cui all’interno dello psichismo c’è una funzione di trasformazione che non è manipolabile ma vediamo come opera, i suoi effetti.
Il comportamentismo torna alla mente come macchina di elaborazione delle informazioni → cognitivismo. Vedi minuto 49. Non si tratta quindi dei vissuti in prima persona ma si tratta dei processi elaborativi della mente studiati i quali si possono prevedere i comportamenti → processi bottom up. Lo studio riguarda non l’uomo che è troppo complesso, ma piutttosto il topo, per il principio associazionista dell’elementarismo.
Il comportamentismo di Tolman si è guadagnato l’appellativo di molare avendo come oggetto di studio unità di comportamento non riducibili alla somma delle loro parti. Per lui l’unità di base dello studio dello psicologo è il comportamento purposive, che resta modificabile attraverso processi di apprendimento. Il comportamento, da un punto di vista molare, deve ricevere spiegazioni attraverso costrutti psicologici piuttosto che fisiologici.

Hai bisogno di aiuto in Psicologia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email