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Le prime scuole di psicologia


Le prime scuole di psicologia


Il contesto storico culturale


Negli ultimi decenni dell’Ottocento, si diffonde una grande fiducia nella ragione, nella scienza, nel progresso, nel liberalismo.
La filosofia più seguita è il positivismo (August Comte 1798 – 1857).

La maggior parte degli studiosi positivisti è convinta che sia possibile ricondurre la realtà mentale ai fenomeni fisici (riduzionismo) e che l’idea di evoluzione sia applicabile non solo ai fenomeni biologici ma anche ai fenomeni sociali (evoluzionismo). I positivisti, infatti, credono che lo sviluppo scientifico renderà la società sempre più libera.

La psicologia, partendo dall’essere una branca della filosofia, diventa una scienza autonoma. I primi studiosi che si occupano di psicologia, oltre ai filosofi, sono i medici, i fisiologi e perfino i fisici.

Lo strutturalismo


Psicofisica: Rapporto tra l’intensità di uno stimolo e l’intensità della sensazione ottenuta in risposta a quello stimolo.
Whilhelm Wundt (1832 – 1920), crea in Germania il primo laboratorio di psicologia, dove vengono studiati fenomeni come la sensazione, la percezione, l’attenzione, i tempi di reazione, i rapporti tra le idee e i sentimenti.

Wundt ritiene che le esperienze psicologiche complesse derivino da una serie di sensazioni ed emozioni semplici, che possono essere misurate e descritte in modo preciso e verificate con esperimenti.

Gli psicologi strutturalisti sono convinti che sia possibile utilizzare il metodo introspettivo in maniera rigorosa.

Il funzionalismo (fine Ottocento)


Qualsiasi attività che risulta efficace a preservare la vita individuale e la conservazione della specie è detta funzione.

I funzionalisti ritengono importante analizzare il rapporto tra l’individuo e l’ambiente e il modo in cui gli organismi viventi si adattano a esso. Si occupano quindi della percezione, la memoria e l’apprendimento.

Gli studi sul funzionalismo vengono fatti maggiormente nell’università di Chicago (John Dewey e James Rowland Angell).
Dewey sviluppa una teoria pedagogica che prende il nome di strutturalismo.

Per i funzionalisti è importante lo studio del bambino perché permette di analizzare le varie fasi dell’adattamento dell’uomo all’ambiente.

Istinti e comportamento


Istinti: sono comportamenti che, pur avendo delle basi innate,sono innescati e guidati da speciali stimoli presenti nell’ambiente, definiti dagli etologi stimoli chiave.

Comportamento istintivo: consiste in una sequenza di azioni ognuna delle quali regolata da uno stimolo chiave.

L’apprendimento e il condizionamento


Risposte istintive: sono effetti di stimoli specifici, denominati stimoli chiave.

L’apprendimento è un processo psicologico che comporta una modificazione più o meno durevole del comportamento per effetto dell’esperienza.

I fenomeni di condizionamento negli animali sono particolarmente adatti perché facilmente controllabili e riproducibili.

Il condizionamento consiste apprendere determinate risposte mediante processi associativi.

L’impotenza appresa


Martin Seligman (Albany, 1942) ha cercato di spiegare teoricamente il denomeno della depressione facendo degli esperimenti sui cani. Tale modello viene definito impotenza appresa.

Viene preso un gruppo sperimentale di cani condizionati ad associare un suono (SC) ad una scarica elettrica (SI).
Dopo esser stati condizionati vengono posti in una “cassetta a navetta” nella quale potrebbero evitare la scossa saltando una piccola barriera. Gli viene fatta vedere una luce (nuovo SC) per dieci secondi, seguita da una scarica elettrica (SI). I cani potrebbero saltare la barriera nei dieci secondi in cui viene proposta la luce ma al contrario dimostrano un atteggiamento passivo e rassegnato. Dapprima si agitano e poi si sdraiano a lamentarsi. Viene poi fatto l’esperimento con un gruppo di cani non condizionato precedentemente (gruppo di controllo) che una volta appreso il meccanismo salta la barriera evitando la scossa.

Sono giunti alla conclusione che certe persone interpretano gli eventi e le situazioni in base ad atteggiamenti negativi già consolidati. Si sforzano in tal modo di fornire una spiegazione dei fatti in modo che possano confermare le loro convinzioni e i loro atteggiamenti.

Desensibilizzazione sistematica


Joseph Wolpe (1915 – 1997) riesce a trovare una terapia alle nevrosi delle persone grazie ad un’esperimento sui gatti :
Lo psicologo crea una fobia sperimentale nei gatti associando dei topi finti ad una scossa elettrica, i gatti appena li vedono sono ansiosi. In seguito vengono però messi in un ambiente gratificante e confortevole dove associare i topi finti, rendendo incompatibile una risposta di paura. Gradualmente l’ambiente viene reso come quello iniziale e lo scienziato riesce però a cancellare la paura dei gatti e riportarli ad una condizione di normalità in quanto i mici si erano abituati ad associare la paura alla gratificazione dell’ambiente.

In seguito, riuscì quindi a cancellare anche le paure delle persone utilizzando tecniche di rilassamento del neurofisiologo Edmund Jacobson, inducendo nei pazienti uno stato di benessere ai quali farà immaginare le loro immagini terrificanti. L’associazione però con lo stato di benessere arriva a renderle innocue.
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