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La pragmatica e le metafore

La pragmatica è la disciplina che si occupa di andare oltre il significato che è letteralmente scritto.
Se dovessimo dire tutte le informazioni che dobbiamo comunicare, il nostro linguaggio sarebbe completamente diverso.
Il modello del codice non basta per spiegare il linguaggio, perciò viene proposto un altro modello, ovvero quello inferenziale (sostiene che il linguaggio ha un significato più profondo rispetto a quello esposto); lo studio del linguaggio non si può basare solo sulla trasmissione del linguaggio, ma anche su ciò che il linguaggio sta a significare (che dipende dal contesto).
La comunicazione è regolata da determinate massime, quali ad esempio:
- Massima di quantità: essere informativi a livello giusto nella comunicazione.
- massima di relazione: pertinenza (esempio di non pertinenza: hai fratelli o sorelle? No però ho una macchina)
- massima di modo: non bisogna essere ambigui (ad esempio, hai 3 fratelli, ti chiedono hai 2 fratelli e tu dici sì perché 2 è contenuto in 3)
Possiamo violare le massime per creare determinati effetti, esempio: ironia.
Metonimia: si usa un nome per intendere qualcosa legato a quel nome.
La richiesta diretta a volte è considerata una cosa un po’ sconveniente; nel linguaggio si usano moltissimo le richieste indirette
Perché spesso nell’arte viene utilizzato il linguaggio non letterale?
Per l’ambiguità: ognuno può dare significati diversi
metafore strumenti comunicativi efficaci perché in poche parole comunicano concetti molto ampi e complessi. Esprimere un concetto in una sola parola.
catturano l’attenzione
Le metafore sono rette da un contesto che ci permette di interpretarle, altre volte, invece, sono delle parole efficaci che funzionano comunque.
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