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Origini della dipendenza psicologica scaricato 0 volte

Da dove nasce la dipendenza psicologica


Per comprendere le origini della dipendenza psicologica, intesa a livello clinico, dobbiamo partire da un argomento più generale ma che è di fondamentale importanza per capire come nasce un tipo di attaccamento "malato".

Tutto dipende soprattutto da come i genitori trattano una persona durante la sua infanzia, specialmente dalla sua nascita fino ai suoi 4 anni.

Ebbene, in questa fascia di età non c'è alcun tipo di memoria visiva, olfattiva, tattile, uditiva e sì, anche gustativa (nessuno infatti può confermare di ricordarsi il sapore del latte materno).

In caso di abusi, a partire da quelli psicologici a quelli sessuali, il bambino non si ricorderà niente, ma la sua mente terrà in memoria solamente le sensazioni che queste esperienze gli hanno causato - rabbia, isteria, paura, ansia, depressione- e dall'adolescenza in poi queste sensazioni verranno fuori di nuovo, nella maggioranza dei casi sviluppando disturbi di personalità o altri disturbi mentali.

Intorno ai 3 anni il bambino dovrà fare fronte alla separazione dalla figura genitoriale principale, e ciò gli causerà molta ansia se non addirittura angoscia. A sostituire il genitore (molto spesso è la madre) ci sarà però un oggetto datogli da lui, chiamato appunto oggetto transizionale.

E qui abbiamo già una forma di attaccamento "primitiva". L'uomo della preistoria si sente al sicuro con il fuoco perché grazie ad esso può cacciare via gli animali selvaggi; il bambino senza la madre si sente impaurito dal resto del mondo (ricordiamoci che in questa età il pensiero del bambino è rivolto all'esterno) ma con questo oggetto si sente al sicuro, perché c'è lui a proteggerlo. In poche parole, non è solo.


È importante che sia un oggetto morbido, che appunto evochi la figura della madre.

Harlow condusse un esperimento per dimostrare che il bambino non ha bisogno solo di una figura materna che gli dia da mangiare e lo tenga in vita, ma ha bisogno soprattutto di una madre che mentre lo fa gli dia amore e protezione.

Anche una madre che fa di tutto per il figlio ma che comunque agisce controvoglia e con freddezza, otterrà lo stesso risultato del bambino che è senza una madre, quindi un bambino pieno di insicurezze.

Come possiamo notare dalla famosa Scala di Maslow oltre ai bisogni fisiologici (bere, mangiare, dormire) il secondo bisogno più importante è quello della sicurezza. Senza di esso tutto il resto della piramide crolla.

Nell'esperimento di Harlow venne usata una scimmietta. Questa si trovava di fronte a due peluche con attaccata una mammella per potersi nutrire. La differenza tra questi "peluche" è che il primo era morbido e caldo, mentre il secondo era fatto solamente di ferro. Dato che le scimmie hanno attaccamenti simili a quelli dell'essere umano, la scimmia in questione ha preferito nutrirsi dalla "madre" che riteneva più accogliente e protettiva, dunque il primo peluche.

Ma ora ritorniamo al discorso della crescita del bambino.

Il bambino conosce il mondo, si interroga su quello che c'è all'esterno, ma passata la fase dei 4 anni il bambino non punta più il dito, per così dire, all'esterno chiedendo continuamente "cos'è questo?", ma stavolta punta il dito verso di chiedendosi "e io cosa sono?"

Intorno ai 5/6 anni avviene una completa rivoluzione nel bambino.

Il suo gioco ad esempio non è più un gioco solitario, ma un gioco sociale dove capisce che nel mondo ci sono delle regole che devono essere prese per vere e rispettate (solo intorno ai 12 anni capirà che le regole sociali possono essere confutate).

Il complesso di Edipo/Elettra sta per giungere alla conclusione dove successivamente verrà sostituito da una fase di totale assenza di impulsi sessuali.

E l'attaccamento. Qui in base alle risposte che i genitori hanno dato al figlio quando era più piccolo, si formeranno attaccamenti di diverso tipo.

Abbiamo lo stile di attaccamento di tipo sicuro, dove il bambino risponde in modo naturale ai comportamenti della madre (quando la madre non c'è il bambino piange, ma quando ritorna è felice di vederla)

E abbiamo quello insicuro che si divide in:

•stile "insicuro-evitante": il bambino ignora la madre ed è indifferente quando la madre si allontana e non si lascia avvicinare quando ritorna. Molto spesso il bambino ha una vera e propria riluttanza nel farsi toccare.

•stile "insicuro-ambivalente": il bambino è contradditorio. A volte ignora la madre, altre volte la cerca, cerca un contatto

•stile "disorganizzato": il bambino mette in atto comportamenti stereotipici, ed è sorpreso quando la madre si allontana.
Da qui in poi a seconda dell'attaccamento che ha avuto da bambino e a seconda del comportamento dei genitori, si formerà un adulto più o meno sicuro.

Va ricordato comunque che la dipendenza psicologica non deriva solamente dalle proprie esperienze emotive con i genitori, ma anche da episodi recenti che hanno smussato la fiducia della persona stessa.
Bisogna tenere bene a mente che la persona che si attacca morbosamente a qualcuno è perché è una persona insicura, che teme l'abbandono.
Molte volte è stato abbandonato in passato e non vuole rivivere il trauma, anche se facendo così sta usando uno schema contradditorio che lo porterà inevitabilmente (o quasi) a un nuovo abbandono.
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