Le illusioni ottico-geometriche


L’800, secolo in cui si impone il paradigma associazionistico in psicologia è altresì il secolo delle illusioni. Per gli studiosi queste erano spine nel fianco che rompeva e andava fuori dall’assunto di costanza. Perché nei fenomeni illusori viene rotta la corrispondenza fra percezione e realtà. Ci troviamo davanti a un grattacapo che può essere fatto ricondurre a tutto il filone del realismo che risale ad Aristotele, secondo cui gli oggetti sensoriali corrispondono esattamente al mondo esterno. Tuttavia anch’egli era consapevole della esistenza di illusioni.
Le illusioni ottico geometriche sono fenomeni visivi che consistono nella deformazione delle proprietà metriche di una configurazione di semplici punti o linee, nell’atto della loro rappresentazione. L’illusione non è mai nello stimolo, è una dimansione b → soltanto la psiche si può sbagliare nella mancata corrispondenza fra mondo e rappresentazioni. Le illusioni sono basate su stimoli semplici.

Il cubo di Necker non è un illusione ottico geometrica, è un illusione in quanto quello che vedo non è presente nello stimolo. Precisamente è una figura bistabile, ossia la presenza di due esiti percettivi a partire da uno stimolo unico. È una figura che rappresenta uno dei primi fenomeni illusori a essere studiato scientificamente.
Illusioni di forma

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