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La disabilità sensoriale

Disabilità visiva

Possiamo considerare in situazione di disabilità le persone completamente non vedenti o ipovedenti, cioè con una vista così ridotta da non poter essere corretta con dei normali occhiali. Le cause della disabilità visiva possono essere fattori genetici, anomalie dell’apparato visivo, assunzione di farmaci, rosolia durante la gravidanza…
È importante fare una distinzione tra una situazione di deficit visivo grave che si instaura al momento della nascita e la cecità che subentra in età adulta in quanto le ripercussioni psicologici e gli adattamenti sono completamente diversi. Se la disabilità visiva è presente dalla nascita ci saranno problemi nello sviluppo a causa della mancanza degli stimoli visivi mentre la cecità in età più avanzata comporterà problemi nell’accettazione dell’handicap.

Disabilità visiva nell’infanzia

Le conseguenze più evidenti nello sviluppo di un bambino non vedente si hanno sul piano della motricità provocando un rallentamento nello sviluppo psicomotorio. Il bambino in seguito impara ad usare gli altri sensi (udito e tatto) per ricostruire mentalmente la forma e la localizzazione degli oggetti nello spazio. La deambulazione si presenta comunque in ritardo rispetto agli standard e alcuni sostengono che vi sia un lieve ritardo nelle prestazioni tipiche dell’intelligenza senso motoria spiegata da una minore motivazione ad agire. Anche le interazioni sociali presentano alcuni problemi in quando lui si deve affidare completamente al linguaggio verbale. In un individuo cieco il processo con cui arriva alla conoscenza del mondo esterno è diverso da un soggetto che vede normalmente.

L’iperprotezione dei familiari spesso può impedire l’autonomia e il mancato ampliamento dei rapporti sociali e per questo è necessario, oltre a fornire un sostegno psicologico alla famiglia inserire il bambino in contesti sociali progressivamente più allargati. Se sorretto nell’epoca dell’infanzia da alcuni accorgimenti educativi didattici il soggetto non vedente riesce ad integrarsi pienamente nella società, assumendo un ruolo sociale e lavorativo.

Disabilità visiva in età adulta

Il problema principale che sorge in età adulta è la non accettazione della patologia. La persona percepisce la perdita della vista con dolorosa intensità e tutti i fenomeni relativi all’elaborazione del lutto si presentano con forza. Il deficit visivo presente alla nascita stimola gli altri organi di senso ma se il danno si verifica in età adulta la persona ha già stabilizzato una modalità di conoscenza basata sull’uso della vista e l’improvviso o progressivo deficit potrà essere compensato in misura minore.

Disabilità uditiva

Nella disabilità uditiva risulta danneggiato il sistema che permette di ricevere le onde sonore, di trasformarle in impulsi neurali e la successiva trasmissione di tali impulsi alla parte di corteccia cerebrale che li elabora. Una perdita dell’udito totale è definita sordità mentre una perdita parziale si definisce ipoacusia. La sordità o l’ipoacusia possono essere di due tipi in relazione alle strutture danneggiate. L’ipoacusia di tipo conduttivo è di solito causata da anomalie nell’orecchio esterno o medio e comporta una perdita uniforme di udito; l’ipoacusia di tipo percettivo è invece causata da danni al sistema che permette di trasformare l’impulso sonoro in impulso nervoso, in questi casi la sordità è maggiore per le alte frequenze.

La conseguenza più rilevante della sordità o dell’ipoacusia, a causa della difficoltosa o impossibile percezione dei suoni, riguarda una limitata percezione del linguaggio e di conseguenza anche lo sviluppo intellettivo ne risente. Il linguaggio infatti oltre ad avere una funzione comunicativa ha anche una funzione regolativa del comportamento e una funzione cognitiva. Per imparare a parlare il bambino infatti viene sottoposto ad una terapia logopedica che può durare anche 10 anni e nonostante questa terapia hanno comunque difficoltà a comunicare e a integrarsi con il mondo circostante. Questa situazione può essere risolta con la lingua dei segni che offre l’opportunità di migliorare l’apprendimento scolastico.
I deficit uditivi in un neonato hanno anche delle conseguenze sul piano dello sviluppo affettivo e sociale. I neonati reagiscono selettivamente alla voce materna mentre i bambini sordi non sono in grado di farlo e sembra che questo sia un fattore importante per lo stabilirsi del processo d’attaccamento.
I deficit uditivi lievi possono essere compensati con efficacia e non pregiudicano lo sviluppo. I casi più gravi sono quelli in cui la disabilità uditiva è associata a quella visiva.

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