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L’apprendimento sociale: Bruner e Bandura


Mente e comportamento vivono continuamente in relazione con le altre persone, e di conseguenza anche l’apprendimento. Per questo si parla di apprendimento sociale, cioè apprendendo stando con gli altri e grazie agli altri. Hanno analizzato la mente di un singolo individuo in relazione con le altre persone e con le altre menti due importanti autori di rilievo ovvero:
• Bruner, che ha approfondito il rapporto esistente tra lo sviluppo della mente e della cultura;
• Bandura, che ha studiato l’importanza che le persone rivestono per l’apprendimento.
Bruner è un cognitivista, perché studia le attività di pensiero degli individui. Egli afferma che è più necessario indagare il processo del pensiero più che il risultato, cioè è più importante a suo parere scoprire come un soggetto arriva a una determinata risposta, i pensieri che fa, i ragionamenti che segue, piuttosto che verificare la correttezza o l’errore della risposta stessa.
Bruner ritiene che il pensiero si sviluppi attraverso l’utilizzo di tre tipi di rappresentazioni mentali. La rappresentazione mentale è uno schema presente nella nostra mente al posto di un oggetto o di una situazione reale. Le persone utilizzano continuamente rappresentazioni mentali solo che non se ne rendono conto. Bruner ha ipotizzato che il pensiero dei bambini si sviluppi passando attraverso tre forme diverse di rappresentazione:
• 1° livello: rappresentazione esecutiva (1° anno di vita). La rappresentazione esecutiva si basa sull’azione. Il bambino rappresenta gli oggetti che conosce attraverso l’azione che compie con essi. Il termine “esecutiva” indica l’esecuzione, l’azione che si compie con uno specifico oggetto.
• 2° livello: rappresentazione iconica (fino a 6-7 anni). La rappresentazione iconica si basa sull’immagine, perciò i bambini pensano alla realtà attraverso le immagini che questa fornisce loro.
• 3° livello: rappresentazione simbolica (dagli 8 anni). La rappresentazione simbolica si basa sul simbolo, cioè su qualcosa che rappresenta qualcos’altro. Il simbolo di cui si serve questo tipo di rappresentazione è principalmente il linguaggio.
Negli anni ’60 Bruner si interessa dell’educazione, infatti, studia i processi di apprendimento, i contenuti, i modi e gli strumenti di insegnamento. Bruner analizza in modo particolare il linguaggio. L’apprendimento e l’uso del linguaggio introducono i bambini a un modo di ragionare più specifico. Se l’influenza della cultura e del contesto è fondamentale per lo sviluppo cognitivo, allora saranno importanti tutte le situazioni sociali, attraverso le quali la cultura viene trasmessa e il linguaggio ascoltato e appreso. Per questo motivo, Bruner si occupa di diversi tipi di relazione sociali: famigliari, amicali, educative. In particolare studia il rapporto madre-bambino nei primi mesi di vita e la didattica scolastica. Il rapporto madre- bambino assume importanza poiché è il primo rapporto sociale dell’individuo e quindi la prima occasione di venire a contatto con il linguaggio. La didattica scolastica è a parere di Bruner fondamentale in quanto è un mezzo attraverso il quale la cultura viene trasmessa, e per l’importanza che Bruner ha attribuito alla cultura nello sviluppo dell’individuo verrà definito uno degli esponenti principali della psicologia culturale. La cultura viene trasmessa principalmente per mezzo del linguaggio. Nei suoi studi sul linguaggio, Bruner analizza con attenzione la narrazione, cioè la costruzione di storie, racconti attraverso i quali vengono comunicati pensieri, significati, simboli, ed esperienze. Bruner ritiene che queste narrazioni siano una modalità specifica di pensiero ovvero il pensiero narrativo. Il pensiero narrativo è un importante e particolare modalità cognitiva di organizzazione dell’esperienza. Le persone che fanno esperienza, la rielaborano cognitivamente attraverso un pensiero narrativo e producono storie su quell’esperienza. Il pensiero narrativo si differenzia dal pensiero studiato dai cognitivisti, ovvero il pensiero logico- scientifico, infatti:
• Il pensiero narrativo si basa su una logica soggettiva, che tiene conto tanto dei pensieri quanto delle emozioni e delle relazioni con gli altri individui. Questo tipo di pensiero permette l’utilizzo di metafore e di informazioni non per forza certe.
• Il pensiero logico-scientifico si basa sulla logica razionale e spiega la realtà in termini fisici e realistici. Questo tipo di pensiero utilizza informazioni verificate e il più possibile vere.
Albert Bandura è uno psicologo cognitivo sociale: studia cioè il funzionamento della mente nelle situazioni in cui l’individuo entra in contatto con altre persone. I suoi studi si sono rivelati molto significativi sia per la psicologia cognitiva, sia per quella sociale ( che si occupa delle relazioni tra le persone ). Bandura è principalmente ricordato per essere il fondatore della teoria dell’apprendimento sociale, che con il passare degli anni è arrivata ad essere definita la teoria sociale cognitiva.
Persone e ambiente sono i due fattori che influenzano l’individuo e che l’individuo a sua volta influenza . Esiste un determinismo reciproco, cioè un potere di condizionamento da entrambe le parti. L’influenza he gli altri e l’ambiente esercitano sull’individuo non possono ingabbiarlo in comportamenti predefiniti. Bandura sostiene che l’uomo non è un burattino nelle mani degli altri o degli stimoli che riceve dall’ambiente. Le influenze esistono ma esiste anche la capacità di scelta dell’uomo, quello che nella trazione cristiana si chiama “libero arbitrio “. Si verifica un’interazione tra le influenze sociali (delle persone e dell’ambiente) e la capacità di scelta delle persone.
• L’apprendimento è sociale poiché dipende dalle condizioni dell’ambiente in cui il soggetto è inserito • L’apprendimento è cognitivo in quanto la persona risponde personalmente , attraverso un intervento del ragionamento , alle situazioni che richiedono una decisione .
Bandura non si limita però a sostenere che il contesto (le persone e l’ambiente) influenza il comportamento: egli è interessato a capire i meccanismi di tale condizionamento. Compie numerose ricerche e diversi esperimenti a riguardo. Il risultato più significativo e che riscuote un notevole successo riguarda il ruolo di modello che le persone esercitano sugli altri. Nasce così la teoria dell’apprendimento per imitazione. Bandura giunge all’elaborazione della teoria in seguito a un noto esperimento passato alla storia con il nome di esperimento della bambola di Bobo. Vengono costituito tre gruppi di bambini e ciascun gruppo gioca in una stanza con diversi giochi. Esistono però differenze tra i tre gruppi:
• Gruppo A osserva il comportamento di un adulto che gioca in modo aggressivo: picchia il bambolotto Bobo, usa un fucile per ucciderlo ecc.
• Gruppo B osserva il comportamento di un adulto che gioca con le costruzioni e usa Bobo in modo pacifico.
• Gruppo C gioca da solo nella stanza.
In seguito i tre gruppi vengono lasciati soli nella stanza. Il gruppo A manifesta comportamenti aggressivi in misura maggiore dei gruppi B e C. Il modello negativo (comportamento aggressivo) ha quindi guidato le azioni successive degli individui che l’hanno osservato. I bambini perciò hanno appreso un comportamento per imitazione.
Da questo esperimento e da altri simili Bandura conclude che:
• Nell’apprendimento di un comportamento il modello è molto importante e potente. Questo è da una parte positivo (modello buono) e dall’altra parte rischioso. (modello negativo)
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