Prove Invalsi terza media 2016: ecco perché non devi temerla

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

La prova Invalsi nazionale, si avvicina. Domani i ragazzi alle prese con l'esame di terza media dovranno confrontarsi con il questionario di italiano e matematica, e la paura fa novanta. Ma non bisogna assolutamente temere il test. Ecco poche semplici indicazioni da ricordare in merito al test tanto temuto, per togliersi ogni timore, bisogna conoscere per bene il nemico. E’ Roberto Ricci, responsabile dell’Istituto
Invalsi, a riepilogare pochi semplici passaggi utili ad affrontare anche questa tappa della staffetta degli
esami con serenità e concentrazione. L’esperto come prima cosa ha ricordato che la prova è strutturata in due parti. La parte di italiano, che quest’anno si svolgerà per prima, e quella di matematica che attenderà gli esaminandi dopo la pausa compresa tra i 10 e 15 minuti che cadrà tra le due materie. La prova di italiano comprenderà un testo letterario tratto da un romanzo, da un racconto o da una novella e un testo informativo di taglio scientifico, storico, politico o sociale. Ci saranno quindi domande di comprensione e di grammatica. Ma anche quest’ultime sono formulate in modo che la comprensione della struttura della lingua sia finalizzata ad intendere il significato del messaggio del testo proposto La parte di matematica invece consterà di 25-30 domande riguardanti 4 aeree: algebra, geometria, relazioni e funzioni, e statistica e probabilità. La prova di quest’anno, rispetto a quella dell’anno scorso, non è particolarmente diversa. Ogni anno vengono certo modificati testi e tipologie, ma la struttura resta sostanzialmente la stessa.

PROVA INVALSI: POCHE REGOLE DA MEMORIZZARE- Il kit dell’esaminando durante la prova Invalsi può essere composto esclusivamente da penna, righello, squadra e goniometro. Calcolatrice e vocabolario sono insomma banditi dal test. Ma il cibo no: questo è ammesso purché si rispetti una certa moderazione. Durante la prova ci si può portare qualcosa che aiuti a rimanere in forze e gli studenti nella pausa tra le due materie possono mangiare o bere. Infine i professori non possono aiutare i ragazzi a risolvere la prova, o a trovare le risposte esatte ai quesiti. Ma nel caso ci si senta particolarmente agitati, ci si può rivolgere ai propri insegnanti che hanno il ruolo di tranquillizzare e rasserenare gli alunni.

COME AFFRONTARE L’INVALSI- Il consiglio dell’esperto è quello di rimanere calmi e concentrati. La prima cosa da ricordarsi è quella di leggere con molta attenzione il testo delle domande, sia di italiano che di matematica. Se in un primo momento non si riesce a trovare la risposta al quesito, allora è opportuno passare avanti e risolvere le altre domande. Ci sarà poi tempo per tornare indietro ed affrontare quelle lasciate in sospeso. E’ previsto il metodo “anti copione” ma Ricci ci tiene a ribadire ai ragazzi che il primo metodo anti copione che bisognerebbe attuare è quello dell’onestà che rende più sicuri a scuola come nella vita.

PUNTEGGIO DELLA PROVA INVALSI- Ciò che gli studenti dovrebbero tenere bene a mente in modo da stemperare anche un po’ il panico che è nell’aria, è che le domande più semplici sono quelle che hanno più valore nella valutazione complessiva della prova. I quesiti che riguardano le nozioni basilari e gli aspetti fondamentali delle due discipline sono, insomma, quelli più facili da risolvere e che consentono di raggiungere la sufficienza. Poi ci sono le altre domande che possono far arrotondare il punteggio fino a 10.

PROMOZIONE A RISCHIO?-Il test Invalsi non può mettere a rischio la promozione dello studente. Infatti il punteggio ottenuto all’Invalsi condiziona in una minima percentuale del 15/16% il voto finale. Questo significa che, anche se al test si ottiene il punteggio minimo di 4 ma si ha la sufficienza in tutte le altre prove che compongono l’esame, allora la promozione sarà ugualmente assicurata.

PROVA INVALSI? NIENTE PAURA- “Non bisogna temere l’Invalsi. E’ esattamente come le altre prove. Va affrontata con la tensione naturale che orienta verso un buon risultato, senza farsi sopraffare da troppa agitazione”: parola di Roberto Ricci.

Margherita Paolini

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