Boicotti le prove Invalsi? Non andrai in gita!

Le prove Invalsi di seconda superiore continuano a scatenare polemiche tra scioperi dei docenti e boicottaggi degli studenti. L'ultimo caso si è verificato a Napoli. Il preside e il collegio dei docenti del Vico hanno deciso di sanzionare gli studenti che non partecipano alla prova. Con una circolare a firma del dirigente scolastico si auspica la collaborazione di studenti e famiglie “affinché la mancata partecipazione alle rilevazioni nazionali non diventi una costante negativa, in grado di inficiare – si legge nell’informativa – tutti gli sforzi compiuti finora per tenere alto il prestigio del nostro storico liceo.”

La decisione sulle proteste alle prove Invalsi


Il Collegio dei docenti - in aggiunta - ha deliberato tre settimane fa - che gli alunni che si sottrarranno alle prove non potranno partecipare ai viaggi in Italia e all’estero negli anni a venire.

I sindacati ribattono


Con una lunga e articolata lettera indirizzata al collegio dei docenti e alla dirigente scolastica del liceo Vico, il Coordinamento Precari della Scuola di Napoli, i Docenti in lotta contro la 107 e i Cobas Scuola di Napoli rendono nota ed esprimono il proprio disappunto: "Abbiamo letto, sul sito della scuola, la comunicazione indirizzata alle famiglie a agli studenti delle classi interessate dai quiz, in cui si rende noto che queste asfittiche prove vengono considerate dalla dirigenza come una prassi che ormai è diventata consuetudinaria: ci permettiamo di far presente che la consuetudine non può sostituire né surrogare il giudizio assiologico che la classe docente ha il dovere di esprimere sulle scelte pedagogiche che orientano la società; aggiungiamo, poi, che la reiterazione di un comportamento o di una pratica non ne configura la liceità né la bontà".

Ingiusto punire gli studenti


"Ci rifiutiamo - si legge nel documento - di accettare la logica ricattatoria di istituzioni che pretendono di condizionare l’erogazione dei fondi per l’istruzione pubblica, che dovrebbero essere attinti alla fiscalità generale, alla totale rinuncia alla libertà di insegnamento e di apprendimento".
E ancora: "Come possiamo cadere nel paradosso di punire gli studenti perché si rifiutano di essere conformisti, di essere schedati (è ormai palese e risaputo che i quiz INVALSI non sono affatto anonimi!) e selezionati su base economica? Come possiamo trovare giusto e normativo che vengano coartati nella libera interpretazione dei fatti e degli atti culturalmente connotati? Come possiamo biasimarli per aver compreso che i saperi non si trasmettono e non si misurano mettendo crocette a risposte preconfezionate?" La nota si conclude con l'esplicita richiesta di ritiro dei provvedimenti annunciati dal dirigente scolastica.

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