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Weber- la sociazione

Il termine “sociazione” indica nella sociologia di Simmel qualsiasi unione di persone nell’interazione sociale, dal legame formale dei colleghi o dei soci in un’azienda, ai rapporti fra i membri di un club o fra i partecipanti a una riunione, fino all’interazione degli ospiti a una festa, all’incontro casuale di due amici (o sconosciuti) in una strada affollata. L’interazione reciproca realizza una convergenza, un’unità, una società, o una sociazione. Include gli interessi, i desideri, le emozioni portate dentro l’interazione (il contenuto della sociazione) e le forme o cornici create dal reciproco posizionarsi degli attori sociali coinvolti (la forma della sociazione).
L’adozione del punto di vista sociologico e l’astrazione (due ingredienti di base della sociologia) permettono di cogliere il processo della sociazione e di osservare la rete di relazioni tra gli individui e i “microprocessi molecolari” che ci legano l’uno all’altro. La sociazione, secondo Simmel, è un a priori. In questo senso Simmel parla delle precondizioni della società:
• l’impossibilità di percepire un altro individuo (ma anche se stessi) fuori da una categoria sociale e quindi da una forma concreta di sociazione entro cui lo collochiamo: l’altro con cui avviamo un’interazione è sempre socialmente orientato (è un poliziotto, un figlio, un insegnante, uno straniero);
• il fatto che per noi l’altro sia sempre orientato socialmente ci impedisce di cogliere altri aspetti che pure lo caratterizzano (per noi l’insegnante è solo l’insegnante, non riusciamo a cogliere tutto il resto che di certo è per esempio un padre, a casa con i suoi figli).
Di conseguenza, ci sono anche degli a priori della conoscenza sulla società. Nell’analisi di tipi sociali quali, per esempio, “lo straniero” o “il povero”, Simmel tende sempre a dimostrare come essi abbiano realtà solo in un contesto relazionale. L’essenza della sociologia è quindi l’analisi delle interazioni. Ovviamente la sociologia si occupa anche delle grandi istituzioni (la Chiesa, il potere politico, le organizzazione commerciali) che dominano l’individuo e che, una volta costituite, sembrano vivere di vita propria.
Però le micro-interazioni, apparentemente insignificanti, sono ciò che conferisce alla società la sua viscosità, la sua flessibilità. Attraverso questi processi - una conversazione, una passeggiata, uno scambio di sguardi - una società diventa sempre di più una “società” e gli individui si fortificano.
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