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Umanesimo - l'educazione

La centralità del rango sociale, ovvero la posizione di un individuo in una classificazione gerarchica, produce differenti pedagogie. E' essenziale quindi un discorso pedagogico universale e non basato solo su uno specifico individuo. Le pedagogie che nascono nell'umanesimo:
- l'educazione del cittadino cristiano, sviluppato da Maffeo Vegio, come tema centrale tiene l'ideale della verecondia
- l'educazione del capofamiglia, sviluppato da Leon Battista Alberti, come tema centrale tiene l'attivismo e lo stimolo paterno
- l'educazione del cortigiano, sviluppato da Baldassarre Castiglione, come tema centrale tiene l'estetica della sprezzatura

Maffeo Vegio

Tema centrale: verecondia, virtù che rende visibile e sociale la moralità cristiana.
Ad essa si devono adeguare i comportamenti dell'alunno, sia nei rapporti di gioco con i coetanei, sia nei rapoorti con gli adulti. Verecondia significa compostezza, autocontrollo, cortesia, rispetto per gli anziani, osservanza dell'etichetta a tavola. Al posto della punizione va la lode, che rafforza l'autostima, ma con moderazione. Vegio assume come interlocutore educativo, il cittadino.

Leon Battista Alberti

Tema: trattato pedagogico da lui scritto ''De familia''
Il rapporto educativo con il genitore è fondamentale, perchè sia la scuola che lo stato svolgono una funzione sussidiaria. Spetta al padre favorire la crescita del figlio stimolandolo costantemente a reprimere la tendenza all'ozio. I castighi violenti rafforzano la virilità. L'educazione dei figli è anche un obbligo civico, un figlio viziato è dirizzato a diventare un pessimo cittadino perciò è vergogna per la famiglia e per il genitore a cui gli si addebita il disonore.

Baldassarre Castiglione

Tema : libro da lui scritto ''il cortegiano''
Egli rivaluta la figura dell'uomo di corte facendo notare la sua utilità nella società. Il cortigianoo fa da ''cerniera'' tra il sovrano ed il regno, egli deve mantenere con il re un rapporto di lealtà. Castiglione evidenzia due principi che deve rispettare il cortigiano:
- non mentire al sovrano
- non diventare suo complice
L'uomo di corte è esperto di armi, vigile e di origine nobile, apprezza le arti figurative e si dedica al disegno. Sa cantare, comporre musica, cura il tono della voce affinchè sia sempre chiara e soave. E' un buon ballerino e deve muoversi con eleganza, controllando con accuratezza la sua gestualità. Legge classici, sa il latino ed il greco e sa citare sempre al momento giusto. Il cortigiano non deve maisvelare la fatica che ha fatto per raggiungere le sue competenze. Egli dedica qualche nota anche all'educazione delle fanciulle. Devono possedere magnimità, continenza, prudenza, devono saper obbedire ai propri mariti, goveranare la casa ed educare il propri figli. Per acquisire tali competenze deve essere istruita nelle lettere, nella musica, nella danza e nella pittura.
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