Concetti Chiave
- Socrate, nato ad Atene e condannato a morte nel 399 a.C., ha dedicato la sua vita alla ricerca della verità e alla conoscenza dell'uomo, opponendosi ai sofisti.
- Il metodo socratico si basa sul dialogo e sulla maieutica, puntando a far emergere la verità attraverso la confutazione dell'ignoranza dell'interlocutore.
- Socrate considera l'essenza dell'uomo come la psyché, l'anima, e sostiene che l'educazione debba concentrarsi sulla cura della propria anima.
- I valori per Socrate non sono legati a fattori esterni come la ricchezza, ma risiedono nella conoscenza; la virtù è scienza, mentre il vizio è ignoranza.
- Il bene morale è intrinsecamente legato alla conoscenza; chi conosce il bene non può fare il male, differente dalla concezione cristiana che richiede la volontà.
Indice
La vita di Socrate
Con Socrate, si inizia a parlare della natura dell’uomo.
Nasce ad Atene (rinato governo democratico restaurato dopo la dittatura dei Trenta Tiranni) e muore nel 399 a.c. dopo aver bevuto la cicuta ed essere stato condannato per empietà (corruzione dei giovani e non accettazione delle divinità). Il padre Sofronisco era uno scultore, la madre Fenarete una levatrice. La moglie si chiamava Santippe
Qual è il metodo socratico?
Socrate combatte i sofisti (questi cercavano la vittoria sull’altro e non la verità, al contrario di Socrate), mentre come questi studia l’uomo.
A differenza dei sofisti che andavano di città in città ad insegnare la retorica su pagamento, Socrate rimase sempre in città, dove nelle piazze dialogava con i giovani, spostandosi solo tre volte per il servizio militare. In un primo momento, frequentava i filosofi fisici, successivamente si avvicinò al sofismo che comunque criticava per la ricerca della vittoria a qualsiasi costo, a differenza sua che utilizzava il metodo del dialogo.
La questione socratica
Non scrisse nulla, dunque abbiamo una conoscenza indiretta del pensiero di Socrate. Da ciò, nasce la cosiddetta questione socratica: troppe fonti, poche certezze. Aristofane (scrittore di commedie, lo rappresenta in caricatura in una di queste, “Le Nuvole”), Platone (coontemporaneo, scrive Apologia di Socrate, una difesa del maestro per la sua condanna ingiusta), Stenofonte, Aristotele (sembra essere la fonte più oggettiva ed autorevole, ma non era suo coontemporaneo).
L'essenza dell'uomo secondo Socrate
Socrate concentra il suo studio sull’uomo. Che cos’è l’uomo? Nella sua essenza, l’uomo è psyché, anima, sede dello spirito, della ragione, dell’attività pensante e morale, che si serve del corpo come strumento. L’uomo è sua psyché. In tutta la sua vita, Socrate si dedicherà alla conoscenza dell’uomo. Egli inoltre sostiene che il compito supremo dell’educatore sia insegnare agli uomini la cura della propria anima. Gnosce te ipsum per arrivare alla verità morale che mi porta al bene
Etica = studio delle norme di comportamento dell’uomo
Teologia = studio di Dio (Teos)
I valori secondo Socrate
Per Socrate, i valori significativi non sono legati alle condizioni esteriori (ricchezza, potenza) e fisiche (bellezza, vigoria, vita). I veri valori si assommano nella conoscenza e che i valori tradizionali, di per se non possiedono alcun valore, ma assumono tale in funzione della conoscenza. Tutto si riduce all’intellettualismo socratico attarverso i due paradossi:
La virtù (giustizia, fortezza, temperanza) è scienza (conoscenza), mentre il vizio è ignoranza
Nessuno pecca volontariamente
Il bene e la conoscenza
Il bene morale è un fatto di conoscenza, dato che non è ritenuto possibile conoscere il bene e non farlo. Dunque, chi conosce il bene automaticamente lo fa (≠ concezione cristiana, che evidenzia come sia necessario il concorso della volontà, “Vegio il meglio, e al peggior m’appiglio”, Petrarca o Video bona proboque deteriora sequor, Ovidio)
Secondo Socrate, le virtù non sono molteplici, ma le riduce ad un’unità essenziale, perché unico è il modo in cui l’uomo giudica il bene.
La teologia di Socrate
Mentre la morale studia l’uomo, la teologia studia Dio. Socrate sosteneva l’esistenza di un Dio-intelligenza ordinatrice, dunque un Dio che crea qualcosa a ragion veduta, programmata, non frutto del caso. Ad esempio, se osserviamo l’uomo, questo non può essere spiegato come frutto del caso, poiché le varie parti del corpo sono orientate ad un fine. Il daimonion socratico era la voce interiore, la voce della coscienza, che parlava a Socrate e gli vietava di fare il male o compiere azioni particolari dal quale si potrebbero ricavare danni.
Il dialogo socratico
Il metodo di Socrate è il dialogo, non avendo scritto nulla. La finalità del dialogo con i giovani era il raggiungimento della verità, di carattere etico ed educativo, ovvero sapere cosa è il bene, e gnoseologici, ovvero per il raggiungimento della conoscenza. Il metodo dialettico constava di due momenti:
confutazione, pars destruens, in cui Socrate portava l’avversario a riconoscere la propria ignoranza
maieutica, pars aedificant o costruens, ovvero il mestiere dell’ostetrica. Socrate voleva “far partorire” la verità nell’interlocutore.
Mentre i sofisti, insegnando, si ponevano con il superbo atteggiamento di chi sa tutto, Socrate stesso riconosceva di non essere onniscente (“So di non sapere”)
Socrate sfruttava la cosidetta ironia socratica, martellando l’interlocutore di domande fin quando l’avversario non si rendeva conto di dover ancora andare alla ricerca della verità.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della vita di Socrate nella filosofia?
- In cosa consiste il metodo socratico?
- Qual è la concezione socratica dell'essenza dell'uomo?
- Come si collegano i valori alla conoscenza secondo Socrate?
- Qual è la visione di Socrate sulla relazione tra bene e conoscenza?
La vita di Socrate segna l'inizio della riflessione sulla natura dell'uomo, con la sua condanna per empietà che evidenzia il conflitto tra il pensiero critico e le convenzioni sociali.
Il metodo socratico si basa sul dialogo e sulla ricerca della verità attraverso la confutazione e la maieutica, contrariamente ai sofisti che cercavano solo la vittoria nei dibattiti.
Socrate identifica l'essenza dell'uomo con la psyché, l'anima, che è sede della ragione e dell'attività morale, sottolineando l'importanza della cura dell'anima.
Socrate sostiene che i veri valori non dipendono da fattori esterni, ma dalla conoscenza; la virtù è scienza e il vizio è ignoranza, evidenziando l'intellettualismo socratico.
Socrate afferma che conoscere il bene implica necessariamente agire secondo di esso, contrariamente ad altre concezioni che separano conoscenza e volontà.