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I due termini rappresentano “impeto tempestoso”. La poetica dello Sturm und Drang è condensata nel grido “Natur! Genie!” (natura e genio) pensate come un’unità inscindibile. Per gli sturmer, il genio è rivoluzionario, antitradizionalista e irrazionale, ed è l’unico che con il suo istinto può comprendere la voce della natura. La natura strumeriana però è diversa da quella illuminista, non è più un insieme di numeri e meccanismi ma appare come schiettezza e sincerità di sentimenti, essa è amica della verità. E la verità risiede nel sentimento individuale. Quindi spesso l’eroe strumeriano si scontra con le convenzioni sociali che opprimono la natura e l’io. Lo strum und Drang anticipa che la tendenza a esaltare l’arte naive cioè spontanea, propria del popolo.
I movimenti di questa rivolta sono la libertà e l’individualismo. Ragione e libertà, nella battaglia illuministica risultavano affiancate: grazie alla ragione l’uomo opponeva all’assolutismo il costituzionalismo. Per i romantici la ragione detta le regole di una società che imprigiona l’io, secondo una concezione di matrice rousseauiana. La libertà non è riconoscibile nella società, ma nella natura. Il primato dell’io impronta di se tutta la letteratura romantica. Il concetto di opera d’arte come manifestazione dell’io dell’artista è affermato da Heine.

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