Alfred Bernhard Nobel


Nacque a Stoccolma nel 1833 da una famiglia agiata di ingegneri. Il padre, a causa del fallimento della sua impresa di costruzioni, si trasferì a San Pietroburgo, dove il giovane Alfred ricevette un'istruzione privata di alto livello: a 17 anni parlava correntemente svedese, russo, francese, inglese e tedesco. I suoi interessi erano per la letteratura e la poesia, ma anche per l'ingegneria chimica; così, viaggiando per i laboratori chimici più prestigiosi d'Europa e Stati Uniti, incontrò nel 1847 a Torino, il chimico Ascanio Sombrero, che aveva da poco sintetizzato la nitroglicerina, un potentissimo esplosivo liquido. Nobel si interessò subito a questo nuovo esplosivo e al modo di poterlo utilizzare in sicurezza nel campo delle costruzioni.
Nel 1864 scoprì che mescolando la nitroglicerina con una polvere inerte (farine fossile o terra di diatomee) il liquido diventava una pasta maneggevole con la quale si potevano riempire candelotti di diversa grandezza; inventò anche il modo con cui innescare l'esplosivo mediante una lunga miccia, il detonatore a distanza. Nel 1867 brevettò quindi la "dinamite".

Il mercato della dinamite e dei detonatori a distanza crebbe rapidamente e fece la fortuna di Nobel, che aprì laboratori, società e fabbriche in una ventina di paesi. Dedicò la sua vita allo sviluppo della tecnologia degli esplosivi, ma anche a invenzioni nel campo chimico, come la gomma sintetica e la sera artificiale. Alla sua morte aveva 355 brevetti al suo attivo.
All'apertura del molti furono sorpresi nell'apprendere che tutta la sua fortuna era stata destinata alla creazione di una fondazione con il compito di premiare ogni anno i migliori fisici, chimici, medici, economisti, letterati e anche sostenitori della pace nel mondo.

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