Giurisprudenza è la facoltà che fa per me?

Carmine Zaccaro
Di Carmine Zaccaro

 Test ingresso giurisprudenza

Dopo il diploma arriva il momento della fatidica scelta, “il corso di laurea universitario che fa per me”. E spesso e volentieri sono dolori: molti giovani cercano infatti di raccogliere informazioni per non perdersi nel mare magnum dell’offerta formativa, cercando di non prendere cantonate e azzeccare proprio il corso che fa per loro. Scelta ardua e per nulla facile! Perché non tutti conoscono davvero l’iter che di primo acchito sembra li ispiri di più, da cosa c’è dentro (materie, stage, …) agli sbocchi professionali più gettonati. Ecco allora che AlmaLaurea viene in aiuto dando alcune dritte utili ed efficaci ai diplomati che si ritrovano a fare i conti con il loro futuro formativo e professionale: dalla conoscenza delle performance formative dei loro fratelli maggiori che hanno già conquistato il titolo, ai diversi percorsi magistrali più in linea con la triennale, fino all’appeal che i diversi titoli di laurea hanno sul mercato del lavoro.

Cominciamo quindi il nostro viaggio all’interno delle università andando a vedere come si comportano i laureati che si iscrivono ad un corso di laurea magistrale a ciclo unico in giurisprudenza.
Prima di tutto: ma cosa si studia veramente? In generale le materie più diffuse sono: Scienze Giuridiche, Scienze Economiche, Scienze Politiche e Sociali.
Chi sono e cosa fanno? A dircelo è il Profilo dei laureati che mostra come chi si iscrive a un corso di laurea magistrale in giurisprudenza proviene in maggior misura da un liceo classico (39%) o al massimo scientifico (35%). Giovani che una volta varcata la soglia dell’ateneo tra libri, lezioni e interrogazioni diciamo che se la cavano: si laureano in media a 26,8 anni (ma attenzione, non tutti si immatricolano a 19 anni) e ci mettono 6,8 anni per conquistare il titolo a ciclo unico, meno della media dei loro colleghi. Le aule le bazzicano, anche se non sono proprio tipi iper presenti, solo il 36% ha seguito la stragrande maggioranza delle lezioni. Resta il fatto che, a conti fatti, non vanno malaccio: escono con un voto medio di laurea pari a 101,1.
Durante gli studi non si sono fatti mancare le esperienze di studio all’estero, il 16%, e, anche se in minore misura rispetto allo standard (11,5%) fanno anche gli stage formativi.
E sono soddisfatti della scelta fatta? Il 69% sì, tanto che potendo tornare indietro, confermerebbero corso e ateneo.

Qual è il contenuto formativo di Giurisprudenza?

 Test ingresso giurisprudenza

E una volta conquistato il titolo come si muovo i nostri giuristi?

In base ai dati sulla Condizione occupazionale appare chiaro che si tratta di un gruppo con dinamiche tutte sue. Perché, è bene saperlo, per molti di loro la conquista del titolo non è che il primo step: dopo la laurea ci sono infatti le attività di formazione professionale post-laurea, in particolare i praticantati negli studi legali. Il che vuol dire che la strada che i giuristi devono intraprendere prima di arrivare in cima alla vetta professionale è un po’ più lunghetta di quella dei loro colleghi, ma alla fin fine regala soddisfazioni.
Andiamo allora a vedere come sono messi a un anno dalla conquista della laurea magistrale a ciclo unico: il 41% è occupato e guadagna, ma non tantissimo, 862 euro mensili netti. In entrambi i casi i valori sono inferiori alla media.
Ma la prova del fuoco è a cinque anni: e se l’occupazione resta ancora leggermente inferiore alla media, lavora il 74% dei giuristi, la stabilità lavorativa va alla grande e supera il dato complessivo toccando l’80% (il 60% ha scelto la strada della libera professione). E il guadagno? Diciamo che anche qui c’è ancora da attendere prima di vedere grandi numeri: il gruzzolo c’è, anche se non è altissimo, pari a 1.139 euro mensili netti. Resta vero che per loro la corrispondenza tra studi compiuti e lavoro trovato c’è ed è alta. Perché, dov’è che lavorano? La maggior parte s’inserisce nel settore dei servizi e proprio nel loro ramo: 66% nella consulenza, l’8% nel credito e assicurazioni, il 7% nella pubblica amministrazione.

A quali professioni prepara Giurisprudenza?

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