Professioni sanitarie: osteopata e chiropratico new entry

Marcello G.
Di Marcello G.

in che modo viene messo il 5 in condotta

Pochi mesi (possiamo dire, ormai, settimane) all'appuntamento con i test di ingresso per l'università, nel mese di settembre. Il 13 sarà la volta delle professioni sanitarie: moltissimi ragazzi si sfideranno per entrare in facoltà e diventare fisioterapista, infermiere, logopedista, ecc. Ma le cose stanno cambiando e, probabilmente, in futuro altre branche delle scienze della salute guadagneranno un posto tra le professioni sanitarie: ad esempio, l'osteopatia e la chiropratica e, a sorpresa, anche la psicologia e la biologia. Nei prossimi anni, quindi, chi si vorrà specializzare in queste materie dovrà molto probabilmente superare il test per l'accesso programmato ai corsi delle Professioni Sanitarie, anche se ancora nulla è ancora deciso. Dopo due anni dalla sua presentazione in Parlamento potrebbe infatti essere il momento decisivo per l’approvazione del disegno di legge proposto dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sul riordino delle professioni sanitarie. Con il ddl Lorenzin, infatti, il Governo punta alla creazione di nuovi ordini e albi professionali; anche per regolamentare e disciplinare meglio il lavoro di chi quotidianamente ha in mano la nostra salute. Ma quali sono i punti principali del testo?

Osteopata e Chiropratico nuove professioni sanitarie
Quando si ha a che fare con il corpo umano bisogna stare attenti. Per scongiurare il rischio di finire nelle mani sbagliate il ministero della Salute ha deciso di creare due nuove professioni sanitarie: l’Osteopata e il Chiropratico. Di conseguenza, quando il progetto di legge sarà approvato in via definitiva, cambieranno molte cose: innanzitutto bisognerà avere un diploma di laurea (come per le altre professioni sanitarie) per poter esercitare questo tipo di pratiche; e poi bisognerà iscriversi al registro istituito dallo stesso Ministero, per essere censiti su scala nazionale.

Nasce l’ordine degli Ingegneri biomedici
L’ingegneria biomedica è sempre stata un supporto fondamentale per la medicina, affiancando le pratiche riabilitative e fornendo all’industria progetti innovativi per facilitare la vita del malato. Con lo sviluppo delle nuove tecnologie, però, il suo ruolo è diventato fondamentale. Una disciplina in cui sono riposte molte speranze; per questo il ddl Lorenzin ha previsto l’istituzione – in seno all’Ordine degli Ingegneri - dell’elenco nazionale certificato degli Ingegneri biomedici e clinici. L’obiettivo è favorire la circolazione di tecnici nel settore sanitario e dare un inquadramento ufficiale a un mondo che conta, solo in Europa, più di 25mila imprese.

Anche biologi e psicologi inseriti nell’universo sanità
Sono altre due professioni sempre più coinvolte nella cura della salute dell’uomo. I biologi, da un lato, cercano di proporre ritrovati sempre più all’avanguardia per combattere le malattie; gli psicologi, dall’altro, danno un sostegno fondamentale al malato. Per questo, anche queste due figure, verranno annoverate tra le professioni sanitarie. I biologi faranno capo all’Ordine dei chimici, mentre gli psicologi continueranno ad avere un proprio Ordine.

Riordino degli albi professionali
Nel testo del ddl Lorenzin trovano spazio anche norme per una revisione degli albi adibiti alla gestione di alcuni mestieri già presenti nell’elenco delle professioni sanitarie. L’albo degli infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia (IPASVI) andrà a confluire nella Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche. L’albo delle vigilatrici d’infanzia, poi, cambierà denominazione diventando Albo degli infermieri pediatrici. I collegi delle ostetriche, invece, diventano veri e propri “Ordini delle professioni delle ostetriche”; Mentre i collegi dei radiologi assumeranno il nome di “Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione”.

Mano pesante contro i falsi medici
Esercizio abusivo della professione: una piaga che negli anni ha colpito decine di pazienti che, in assoluta buona, fede si sono affidati alle cure di “falsi” medici e chirurghi. Quante volte sui giornali si è parlato di errori sanitari provocati da impostori, che non avevano i titoli per poter svolgere la professione. In alcuni casi ciò è avvenuto perfino in ospedali e strutture pubbliche. Ora, però, il Ministero tenta di correre ai ripari per arginare questo fenomeno: l’idea è quella di considerare l’esercizio abusivo di professione medica come aggravante specifica del reato generale – già inserito nel codice penale - con conseguente inasprimento delle condanne. Lo stesso varrà per i maltrattamenti nelle strutture sanitarie.

Favorire l’ingresso dei giovani nelle strutture sanitarie
Spesso i neo-laureati hanno difficoltà a inserirsi nelle strutture sanitarie. Anche quelli che entrano in una delle scuole di specializzazione hanno non pochi ostacoli di fronte a sé; non tutti sono coinvolti appieno nella “pratica” e rimangono ai margini delle corsie. Questo, negli anni, sta creando un vuoto di professionalità che rischia di mettere in crisi il futuro della sanità italiana. Per questo nel disegno di legge vengono anche introdotte nuove regole per i medici in formazione specialistica all’interno delle attività ordinarie delle unità operative delle aziende ospedaliere pubbliche. L’obiettivo è quello di dare agli specializzandi sempre più autonomia e responsabilità, garantendo con il tempo una partecipazione più attiva all’attività professionale e una fusione di competenze e conoscenze tra il personale strutturato e i nuovi arrivati; per garantire un effettivo ricambio generazionale.

Nuove norme anche per le farmacie
All’interno della proposta del ministro Lorenzin trovano ci sono anche norme sulle farmacie. Posto il divieto di compresenza medico-farmacista; in pratica, all’interno delle farmacie, non potrà operare un professionista abilitato a prescrivere farmaci; questo per non creare le condizioni per un’alterazione del mercato farmaceutico. In passato qualcuno ha approfittato della sua posizione per favorire alcune aziende, penalizzandone altre. Tutte le altre professioni sono però ammesse. Previste anche disposizioni per il turn-over: in caso di raggiungimento dell’età pensionabile o d’impossibilità nello svolgimento dell’attività di farmacista, il direttore è sostituito temporaneamente da un farmacista iscritto all’albo.

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