Dopo la maturità, università o lavoro?

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Scegliere che cosa fare dopo l'esame di maturità: università, lavoro o corso di formazione

Per gli studenti che stanno concludendo gli esami di maturità è arrivato il momento di decidere che cosa fare da grandi. Oltre sei ragazzi su dieci hanno scelto di iscriversi all’università, mentre tra gli indecisi cresce il numero di chi è orientato verso strade alternative: lavoro, corsi di formazione o un’esperienza all’estero. Una indagine di Skuola.net mostra che cosa pensano di fare gli studenti dopo l’esame di maturità.

VADO ALL’UNIVERSITÀ… SPERIAMO BENE! - È la maggioranza degli studenti quella che si iscriverà all’università per realizzare le proprie ambizioni. Ma anche se oltre il 66%, quindi, punta su un livello di istruzione più elevato, un buon numero di neodiplomati, al contrario, ha deciso di guardare verso strade alternative: il 13% si dedicherà alla ricerca di un impiego e l’8% investirà il suo impegno in qualche corso di formazione per acquisire conoscenze immediatamente spendibili nel mercato del lavoro.

ANCORA INDECISO UNO STUDENTE SU TRE – Tuttavia, circa uno studente su tre ancora non ha le idee chiare. Sarà la sfiducia verso l’utilità di una laurea per trovare lavoro, che le più recenti statistiche contribuiscono ad alimentare, oppure sarà la crisi finanziaria che inizia a far diventare insostenibile economicamente l’iscrizione ad un ateneo, ma tra gli studenti che ancora sono indecisi si inizia a guardare oltre l’università. Tra coloro che stanno cercando la strada giusta, sono poco più di quattro su dieci coloro che stanno analizzando la facoltà a cui iscriversi, mentre quasi uno studente su due sta valutando l’idea di acquistare un biglietto per l’estero per fare un’esperienza in un paese diverso e imparare una lingua straniera. Una opportunità di crescita, ma allo stesso tempo un’occasione di fuga da un Paese che spesso ha dimostrato di non essere adatto ai giovani.

SPECIALIZZARSI PER LAVORARE - Se da un lato circa il 18% dei maturandi indecisi sta pensando di mettersi subito alla ricerca di un lavoro, dall’altro il 15% probabilmente opterà più previdentemente per un corso di formazione non universitario. Che sia un corso organizzato dalla Regione o che si tratti di frequentare uno dei nuovi ITS, gli Istituti Tecnici che mirano a formare personale altamente specializzato, i giovani già sanno che per riuscire a trovare una occupazione dovranno dimostrare di saper fare qualcosa, anzi, dovranno essere i migliori per riuscire a competere con una agguerrita concorrenza. Ecco perché puntare su una preparazione tecnico-pratica diventa più che un’alternativa all’università, un passaggio quasi obbligato per chi ha intenzione di entrare subito nel modo del lavoro.

SEGUIRE L'ISTINTO? - Tutti gli studenti, comunque, nella loro scelta dichiarano di non lasciarsi influenzare dai suggerimenti di parenti e amici. Data l’importanza di questa decisione, il neodiplomato ha deciso di mettere via un po’ di consigli perché in fondo, come dice Ligabue, “a sbagliare sono bravissimo da me”. Così, all'uscita dalle superiori, gli studenti prendono in mano il loro futuro puntando tutto sulle loro inclinazioni (oltre il 60%) oppure sulle effettive prospettive occupazionali (oltre il 30%). Un criterio di scelta, quest’ultimo, abbastanza pericoloso per almeno due motivi: primo, studiare e lavorare in un ambito che non rispecchia ciò per cui siamo naturalmente portati porta ad insuccessi e frustrazione; secondo, la situazione lavorativa potrebbe cambiare notevolmente da oggi al momento in cui si terminerà un corso di studi o una specializzazione. Quindi, qualunque sia la vostra scelta, valutate con attenzione i pro e i contro e scegliete ciò che potenzialmente potrebbe rendervi più felici.

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