
Se il diploma di laurea è il traguardo, il voto con cui lo si ottiene è il biglietto da visita con cui ci si presenta al mondo.
I dati AlmaLaurea sui laureati triennali nel 2024 disegnano un’Italia frammentata, ribaltando quasi perfettamente la classifica della rapidità: dove si studia più a lungo, spesso si esce con voti più alti.
Indice
- Università, la "pagella" d'Italia: dove si prendono i voti più alti?
- Il Mezzogiorno delle lodi: Sicilia, Puglia e Sardegna sul podio
- L'eccellenza del Centro Italia e la tenuta della Toscana
- La stabilità della "Terra di Mezzo" e le regioni in media
- Il "rigore" dei grandi poli universitari del Nord

Università, la "pagella" d'Italia: dove si prendono i voti più alti?
I numeri ci dicono che il voto medio di laurea triennale, in Italia, è di 100,9 su 110. Tuttavia, basta scorrere la mappa dello Stivale per accorgersi che il voto di laurea non è un dato uniforme: tra gli atenei del Nord e del Sud del Paese ballano diversi punti, segnando una spaccatura che sembra premiare l'approfondimento (o forse la severità dei criteri) in modo diametralmente opposto.
Il Mezzogiorno delle lodi: Sicilia, Puglia e Sardegna sul podio
Se si guarda ai punteggi più alti conseguiti dai laureati, il Sud e le Isole dominano la scena nazionale. I laureati che hanno studiato in Sicilia conquistano il primato assoluto con un voto medio di 103,1, staccando significativamente la media italiana.
Subito dopo troviamo la Puglia, con un ragguardevole 102,9, e la Sardegna, che si attesta a 102,7. In queste regioni, la percentuale di studenti che termina il percorso con il massimo dei voti sembra essere più marcata, riflettendo una performance accademica finale di altissimo livello.
L'eccellenza del Centro Italia e la tenuta della Toscana
Spostandoci verso il Centro, la Toscana si conferma una delle regioni più performanti d'Italia con una media di 102,3, posizionandosi saldamente nel gruppo di testa. Molto positivi anche i dati dell'Umbria (101,8) e del Lazio (101,3), che superano agevolmente la media nazionale.
In questo blocco si inserisce con merito anche l'Abruzzo, che con il suo 101,7 dimostra una vitalità accademica superiore a molte realtà del Nord e del Centro, insieme al Molise (101,6) e al Trentino-Alto Adige (101,6), regioni che condividono un identico e lusinghiero punteggio medio.
La stabilità della "Terra di Mezzo" e le regioni in media
Esiste un nutrito gruppo di regioni che si muove intorno alla soglia psicologica del 100-101, rappresentando perfettamente lo standard nazionale.
Le Marche (101,0) e la Campania (100,9) sono le realtà che più si avvicinano al valore medio complessivo. Seguono, con scarti minimi, il Veneto (100,8), la Liguria (100,8) e un terzetto composto da Basilicata, Valle d'Aosta ed Emilia-Romagna, tutte appaiate a quota 100,6.
Leggermente più staccate, ma comunque sopra la soglia del cento, troviamo la Calabria (100,4) e il Friuli-Venezia Giulia (100,1).
Il "rigore" dei grandi poli universitari del Nord
Un dato che balza all'occhio riguarda i due principali motori universitari e produttivi del Nord: Lombardia e Piemonte. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, in queste regioni i voti medi sono i più bassi d'Italia.
La Lombardia scende sotto la soglia del cento fermandosi a 99,8, mentre il Piemonte registra il valore minimo nazionale con 98,1, con uno scarto di ben quasi 5 punti dalla vetta occupata dalla Sicilia.