
Il libretto universitario è, da sempre, lo specchio della carriera di ogni studente. Ma se guardiamo ai dati aggregati dell'ultimo Rapporto Almalaurea sui laureati triennali, quel libretto assume i contorni di una vera e propria mappa geografica.
Prima di cominciare, però, va ricordato un dato: la media complessiva dei voti agli esami degli universitari italiani è di 25,8 su 30. Cosa ci dice questo? Che se non prendi tutti 30 non è un dramma e, se qualche voto più basso "sporca" la tua media, non succede niente di irrecuperabile: il tuo futuro lavorativo non dipende certo da questo!
Tornando alla nostra analisi, dal punteggio medio degli esami sostenuti dai laureati dell'ultimo anno, emerge un'Italia che viaggia a ritmi e valutazioni differenti, con il Trentino-Alto Adige a guidare la spedizione dell'eccellenza.
Indice
La vetta e il "club del 26"
In cima alla classifica nazionale troviamo il Trentino-Alto Adige, dove i laureati chiudono il percorso con una media esami di 26,2, la più alta della penisola. Si tratta di un primato solitario, subito tallonato da un nutrito gruppo di regioni che si attestano sul 26,1. In questa fascia d'élite troviamo una varietà geografica sorprendente: si passa dal Nord della Valle d'Aosta al Centro della Toscana, per poi scendere verso le grandi isole, Sicilia e Sardegna, e chiudere con la Puglia. In queste aree, la costanza nel rendimento accademico sembra essere il tratto distintivo comune.
Appena un gradino sotto, con una media tonda del 26,0, si posizionano l'Emilia-Romagna, le Marche e l'Umbria. Sono regioni che confermano una tradizione universitaria solida, dove il voto alto è la norma piuttosto che l'eccezione. A pochissima distanza segue il Molise, che con il suo 25,9 si piazza stabilmente nella parte alta della graduatoria, superando di un soffio la media nazionale.
Il baricentro del 25,8 e le medie del Nord-Ovest
Il valore medio complessivo italiano è fissato a 25,8. Questo punteggio esatto viene rispecchiato perfettamente da un gruppo eterogeneo di regioni: Abruzzo, Campania, Lazio, Liguria e Veneto. In queste zone, il percorso accademico si mantiene in perfetto equilibrio con lo standard nazionale, offrendo una fotografia fedele del laureato tipo del 2024.
Scendendo leggermente lungo la scala dei decimali, troviamo la Basilicata, il Friuli-Venezia Giulia e la Lombardia, tutte appaiate a quota 25,6. È un dato che fa riflettere, specialmente per quanto riguarda la Lombardia: nonostante sia uno dei poli universitari più grandi e attrattivi d'Italia, la severità nelle valutazioni (o forse l'alto numero di iscritti) tiene la media degli esami leggermente più bassa rispetto alle regioni del Centro-Sud.
La coda della classifica: Calabria e Piemonte
Nelle posizioni finali di questa "mappa del voto" si collocano la Calabria, con una media di 25,4, e infine il Piemonte, che chiude la lista con 25,2. È interessante notare come il Piemonte, pur avendo tassi di puntualità negli studi piuttosto elevati, presenti la media voti più "frugale" d'Italia. Questo suggerisce una possibile correlazione inversa tra la velocità nel concludere gli studi e l'altezza dei voti ottenuti, o semplicemente riflette sistemi di valutazione storicamente più rigidi.