Un tentativo (fallimentare) di aggirare le rigide selezioni per l'accesso alla facoltà di Medicina e Chirurgia si è concluso con una denuncia a piede libero.

Una studentessa di 21 anni è stata infatti individuata e fermata dalla Polizia Postale con l'accusa di aver orchestrato un attacco informatico mirato per mettere le mani, prima di tutti gli altri, sui blindatissimi quiz di ammissione universitari.

Indice

  1. La trappola del phishing ai danni del CINECA
  2. La perquisizione e i reati contestati
  3. Il commento del Ministro Bernini: "Tutelato il merito"

La trappola del phishing ai danni del CINECA

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna ed eseguita dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Emilia Romagna insieme al Servizio Polizia Postale, è scattata a seguito di una segnalazione formale presentata dal CINECA. Il noto consorzio interuniversitario è l'ente che si occupa, tra le varie mansioni, della gestione tecnica e delle piattaforme informatiche legate ai test di ingresso per i corsi a numero programmato.

Secondo quanto ricostruito accuratamente dagli inquirenti, la giovane avrebbe messo in piedi una vera e propria campagna di phishing indirizzata ai sistemi o al personale del consorzio. Attraverso la creazione e l'invio di finte email strutturate ad hoc, la ragazza si sarebbe camuffata dietro l'identità di figure istituzionali autorevoli.

L'obiettivo era chiaro: ingannare i destinatari per farsi consegnare o per intercettare illegalmente i pacchetti di domande prima dello svolgimento ufficiale delle prove d’esame del semestre filtro.

La perquisizione e i reati contestati

Nonostante i tentativi di nascondere le proprie tracce digitali, i controlli tecnici incrociati e gli accertamenti informatici della Polizia di Stato hanno condotto direttamente all'identità della presunta autrice. Si tratta di una studentessa fuori sede, domiciliata a Roma, attualmente iscritta a un altro percorso universitario.

Durante la perquisizione nell'abitazione della ragazza, gli agenti della Postale hanno sequestrato diversi dispositivi elettronici, tra cui computer e smartphone, oltre a materiale documentale ritenuto fondamentale per le indagini.

Dall'analisi preliminare di questi device sarebbero già emersi indizi pesanti e riscontri oggettivi dell'attività illecita. La ventunenne è stata così denunciata in stato di libertà per i reati di sostituzione di persona e tentato accesso abusivo a sistema informatico. Trattandosi ancora della fase delle indagini preliminari, nei suoi confronti si applica la presunzione di innocenza fino a un'eventuale condanna definitiva.

Il commento del Ministro Bernini: "Tutelato il merito"

Sulla vicenda è intervenuta tempestivamente anche la Ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che ha espresso parole di forte ringraziamento verso le forze dell'ordine per la tempestività dell'operazione:

"Un grazie alla Polizia Postale per il lavoro svolto e per aver impedito che qualche furbetto avesse in anticipo le domande degli esami di Medicina. Aver garantito correttezza, trasparenza e rispetto delle regole nelle prove del semestre aperto ha significato assicurare pari opportunità a tutte le studentesse e gli studenti, valorizzando esclusivamente l’impegno, lo studio e il merito. Gli strumenti migliori per costruire le proprie competenze e la propria crescita".

 

 

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