tribunale

Il Ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini incassa una prima vittoria al... TAR. Infatti il tribuonale amministrativo del Lazio ha di fatto confermato la  la validità del nuovo sistema di accesso a Medicina, respingendo le richieste di sospensione dei ricorsi presentati contro il cosiddetto Semestre filtro.

Secondo i giudici, il modello attuale — che ha sostituito i vecchi test d'ingresso con un semestre di esami universitari — è regolare. Non può infatti ritenersi “manifestamente irragionevole la strutturazione di una fase di accesso basata sul superamento, con la mera sufficienza, di taluni esami universitari”, si legge nella decisione. Il Tribunale ha ribadito che le prove del semestre filtro non sono semplici test, ma veri esami universitari che hanno valore per la carriera dello studente.

Di conseguenza, il TAR non ha sospeso la procedura né le graduatorie. Sono state respinte anche le accuse su presunti danni al diritto allo studio, poiché esistono già strumenti di sostegno come borse di studio e agevolazioni. Infine, la critica riguardante la violazione dei diritti dell'Unione Europea è stata giudicata "del tutto generica".

Ecco l'analisi dei tre punti principali analizzati dal Tribunale:

Il decreto ministeriale sulle graduatorie

Il ricorso contestava il decreto ministeriale n. 1115/2025, con cui il MUR ha permesso l'inserimento in graduatoria anche a chi non aveva la sufficienza in tutte e tre le materie, a patto di recuperare i crediti (CFU) mancanti nell'ateneo assegnato.

La tutela della par condicio e del merito dei candidati

Secondo il TAR, questa scelta non ha violato le regole iniziali, ma le ha integrate per permettere a più studenti di entrare, rispettando la par condicio. Le nuove regole favoriscono gli studenti e bilanciano i vari interessi: “è altresì da ritenere che le scelte adottate operino un bilanciamento non manifestamente irragionevole di tutti gli interessi in gioco”.

Il sistema garantisce comunque la precedenza a chi è stato più bravo: “il sistema delineato dal Ministero, infatti, garantisce che i candidati che hanno conseguito le tre sufficienze secondo le regole originariamente poste sono sempre e invariabilmente preferiti, nella collocazione in graduatoria, rispetto a tutti gli altri candidati”.

Il TAR ha aggiunto che cambiare queste regole avrebbe danneggiato chi si era fidato del bando: “Ogni diverso meccanismo che avesse del tutto negletto le originarie condizioni di superamento dell’esame si sarebbe irrimediabilmente posto in violazione dei principi di buona fede e di tutela dell’affidamento, oltre a concretare, attesa la natura postuma delle modifiche, un potenziale vulnus della par condicio e del principio di imparzialità della pubblica amministrazione”.

Regole sugli esami e sistema delle coorti

Infine, è stato confermato che i voti superiori al 18 non possono essere rifiutati (tranne che in caso di mancato superamento del
secondo appello), perché si tratta di “a tutti gli effetti esami di profitto valevoli per la carriera universitaria”.

Il TAR ha inoltre escluso che questo sistema abbia creato differenze ingiuste tra i candidati, dato che tutti partivano con lo stesso livello di conoscenza: “erano in possesso delle stesse e identiche informazioni quando hanno sostenuto gli esami”.

Infine, i giudici hanno respinto le istanze sul sistema delle coorti (cioè la divisione dei candidati in fasce basate sul numero di sufficienze ottenute e sui voti recuperati per la graduatoria). Alcuni studenti sostenevano che la classifica dovesse basarsi solo sulla somma dei punteggi, includendo anche i voti inferiori al 18. Il TAR ha però chiarito che ciò non è possibile, poiché le regole iniziali stabilivano che il criterio fondamentale fosse il superamento di ogni singola materia.

Utilizzare solo il totale dei voti avrebbe infatti permesso a un candidato con un’insufficienza (compensata da voti alti nelle altre materie) di superare chi ha ottenuto tre sufficienze piene, stravolgendo così il senso della selezione.

Decadenza dell’immatricolazione

Il Tribunale ha approvato la regola secondo cui chi non si immatricola nella sede assegnata perde il posto (decadenza). Questo serve a superare la vecchia prassi degli scorrimenti continui che duravano mesi, creando incertezza.

Con la riforma, gli studenti “hanno già iniziato il percorso formativo” e l'università ha bisogno di tempi certi per organizzare le lezioni, cosa impossibile se i candidati rimanessero, come in passato, “nello stato di prenotazione delle sedi”.

La questione dell'anonimato

Sulle presunte violazioni della segretezza durante le prove, il TAR ha stabilito che non ci sono prove concrete. Per annullare un concorso non basta un sospetto, ma serve una violazione reale.

I ricorrenti temevano che l'uso di etichette al banco potesse far riconoscere i compiti, ma il Tribunale ha chiarito che “non risulta in alcun modo che al termine delle prove i compiti siano consegnati nelle mani della commissione e non chiuse negli appositi contenitori”.

Inoltre, sarebbe quasi impossibile per il personale memorizzare codici di 15 cifre per poi alterare i risultati, considerando che i plichi vengono sigillati davanti agli studenti e corretti dal CINECA.

Conclusioni della sentenza

In conclusione, per i giudici il MUR ha agito correttamente: “la sopravvenuta disciplina ministeriale ha operato un non irragionevole bilanciamento tra tutti gli interessi in gioco, non ha travolto integralmente le originarie regole della procedura introducendone altre, ma, con le nuove disposizioni, ne ha in sostanza integrato i risultati, in termini compatibili con le esigenze della par condicio concorsuale e del legittimo affidamento, consentendo a una platea più ampia di studenti, tra cui il ricorrente, di essere inserita in graduatoria, nel rispetto delle limitate indicazioni del legislatore”.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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