
La sessione estiva è iniziata da pochi giorni ma tanti sono ancora i dubbi circa il futuro degli universitari. Come si rientrerà in aula a settembre? Ci saranno ulteriori benefici per gli studenti fuori sede? E la no tax area? Il ministero dell’Università, Gaetano Manfredi, ha anticipato i possibili scenari per settembre e dato indicazioni concrete per i prossimi mesi. L’obiettivo è quello di “non lasciare nessuno indietro” come già dichiarato per gli studenti degli altri ordini dalla Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Ecco tutto quello che c’è sapere sul rientro in aula a settembre.
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Coronavirus: le università riapriranno ma con nuove modalità
L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha cambiato significativamente le nostre abitudini, anche quelle più scontate. Il mondo scolastico e quello universitario sono prontamente passati al digitale e con loro anche quasi tutte le attività, tra esami, sedute di laurea e progetti di ricerca. Nonostante la parziale riapertura delle università del 4 maggio, tanti i dubbi per il futuro delle università italiane: dalle modalità non chiare per sostenere gli esami al rientro nelle aule a settembre, passando per i tirocini e gli esami di Stato per l’accesso alle professioni. Il ministro dell’Istruzione, Gaetano Manfredi, confermando a Sky tg24 che il numero degli esami e dei laureati non è mutato rispetto allo scorso anno, ha dato delle indicazioni preziose per il rientro in aula. La didattica a distanza non si fermerà a settembre per gli studenti stranieri e per i fuori sede ma sarà un’alternativa alle lezioni in presenza. Non ci sarà nemmeno il plexiglass nelle aule ma una nuova organizzazione: dopo l'allungamento dell’orario anche un maggior numero di aule per contrastare il problema dell’affollamento. Tutte le misure, per il ministro, sono atte a “non lasciare nessuno indietro”.
Università: chi ha il reddito fino a 20mila euro non pagherà le tasse
Altro punto fondamentale del suo intervento a Sky tg24 è stato il problema delle tasse. A marzo, infatti, poiché la didattica non era stata sospesa ma erogata in modalità telematica, la soluzione scelta dalla maggior parte degli atenei per venire incontro alle richieste degli iscritti e alle necessità economiche di molte delle loro famiglie è stata quella di posticipare il pagamento delle consuete rate. Dal ministero, ora, arrivano nuove idee per tutti gli atenei: si sta pensando di allargare la no tax area fino a 20mila euro di reddito Isee. Tra 20mila e 30mila, invece, sono previsti “degli sconti molto importanti”. Per chi ha subito un calo di reddito improvviso a casa della pandemia, infine, sono previsti ulteriori interventi dalle singole università. Il ministro ha fatto anche sapere che in conferenza Stato-Regioni si sta lavorando per allargare anche le modalità di accesso alle borse di studio universitarie e a dei bonus per colmare il digital divide.