Nove vittorie in una stagione, un Mondiale conquistato a soli 20 anni e un titolo che, dopo 73 anni, torna finalmente nelle mani di un pilota italiano.
Del resto, il nome sembrava già promettere bene: l'ultimo Kimi a laurearsi campione del mondo di Formula 1 era stato Räikkönen, nel 2007, regalando alla Ferrari un titolo che ancora oggi resta l'ultimo conquistato da un suo pilota.
Quasi vent'anni dopo, è un altro Kimi a scrivere la storia, stavolta al volante di una Mercedes.
Andrea Kimi Antonelli è il nuovo campione del mondo di Formula 1: un successo arrivato sul circuito di Città del Messico, ad Antonelli è bastato il terzo posto, alle spalle di Max Verstappen e Lewis Hamilton, per chiudere matematicamente il Mondiale con quattro Gran Premi ancora da disputare.
E nel momento più importante della sua carriera ha rischiato di non vedere nemmeno la pista. Non per un problema alla monoposto, ma per le lacrime dell'emozione.
L'Italia torna così a festeggiare un campione del mondo di Formula 1 dopo 73 anni: l'ultimo era stato Alberto Ascari, nel 1953.
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Dalle lacrime alla festa: "Sto iniziando a realizzare"
Sul podio del Gran Premio del Messico, Antonelli ha provato a nascondere la commozione. Attorno a lui, però, c'erano già tutti gli elementi di una giornata indimenticabile: la famiglia, gli amici, i meccanici della Mercedes e perfino i suoi avversari, pronti a congratularsi con il nuovo campione del mondo.
Tra le immagini più significative della festa, quella di Lewis Hamilton e Max Verstappen che lo sollevano sulle spalle. Una fotografia che Kimi ha già deciso di incorniciare e appendere in casa.
"Sono quei momenti che rimarranno con te per tutta la vita", ha spiegato ai microfoni di SkySport, confessando di non aver ancora realizzato del tutto quanto accaduto.
E pensare che, prima della partenza, la tensione si era fatta sentire. Antonelli ha ammesso di aver avuto "molte farfalle nello stomaco", in un weekend complicato soprattutto dal punto di vista emotivo.
Ma quando ha cominciato a credere davvero nel titolo? La svolta, secondo il pilota, è arrivata a Monza. È stato dopo il Gran Premio d'Italia che ha iniziato a convincersi che il Mondiale fosse un obiettivo concreto.
Da quel momento, la Mercedes ha continuato a raccogliere risultati con una costanza che ha permesso al giovane bolognese di conquistare il campionato con largo anticipo.
Il numero 12 e il legame speciale con Ayrton Senna
A rendere ancora più significativa la vittoria di Antonelli è il numero 12 sulla sua monoposto, scelto in omaggio ad Ayrton Senna.
Il tre volte campione del mondo brasiliano è da sempre uno dei suoi principali punti di riferimento, non soltanto per le imprese sportive, ma anche per il modo di affrontare le sfide.
Nel 2025, durante il suo primo viaggio in Brasile da pilota di Formula 1, Kimi aveva visitato la tomba di Senna, nel cimitero di Morumbi a San Paolo. Una fotografia lo aveva immortalato mentre leggeva un libro dedicato al campione brasiliano proprio vicino alla sua sepoltura.
Un'immagine che, alla luce della conquisbta del Mondiale, assume oggi un significato ancora più particolare. "Ayrton rimarrà sempre un modello di ispirazione per me, e non solo come pilota, ma anche come persona", ha raccontato Antonelli.
Durante la stagione, Kimi ha continuato a studiare il suo idolo, riguardando le sue prestazioni in pista e soprattutto le interviste, per comprendere come affrontasse le gare e si preparasse alle sfide di un intero campionato.
E adesso che è campione del mondo? Nonostante la possibilità di correre con il numero 1, Antonelli ha già espresso la volontà di conservare il suo 12. Per lui non è soltanto un omaggio a Senna, ma anche un modo per ricordarsi da dove è partito.
Mantenere quel numero, ha spiegato, significa considerare il titolo non come un punto d'arrivo definitivo, ma come un nuovo inizio. Un modo per rimanere concentrato e provare a ripetersi.
Dalla patente al diploma, fino al Mondiale
A rendere ancora più particolare questa impresa è anche l'età del suo protagonista. Antonelli è nato a Bologna il 25 agosto 2006. Appartiene a una generazione che ha imparato a raccontare le proprie emozioni anche attraverso i social, le espressioni virali e un linguaggio tutto suo.
Non a caso, durante l'intervista, c'è stato spazio anche per un "Let's goski", l'esclamazione diventata parte dei festeggiamenti e che Kimi ha definito, sorridendo, "una roba che facciamo noi giovani".
Ma c'è stata anche una domanda capace di mettere a confronto le esperienze più comuni di un ragazzo della sua età con un traguardo decisamente fuori dall'ordinario: è stato più difficile prendere la patente, conseguire il diploma oppure vincere il Mondiale di Formula 1?
La risposta non ha lasciato dubbi: "Mondiale, mondiale. Fuori discussione".
Perché, dietro l'immagine di un talento giovanissimo che sembra avere tutto sotto controllo, ci sono anche la pressione, le aspettative e le difficoltà di una stagione vissuta costantemente ai vertici.
La famiglia, il team e il segreto per non perdere se stessi
Nel raccontare il successo, Antonelli ha insistito più volte su un aspetto: l'importanza delle persone che lo hanno accompagnato fino a questo traguardo. La famiglia, innanzitutto. A partire dalla sorellina Maggie che proprio ieri ha rubato la scena al fratellone.
Ma anche gli amici e tutti i componenti della Mercedes, compresi quelli che lavorano lontano dalle telecamere, nelle fabbriche del team.
"Purtroppo la gente vede più noi in pista, e non vede tutto quello che c'è dietro", ha ricordato Kimi, sottolineando quanto il lavoro di ogni membro della squadra sia stato fondamentale per conquistare il Mondiale.
E se c'è un insegnamento che porta con sé, è quello ricevuto dalle persone più vicine: restare se stessi, indipendentemente dal successo raggiunto.
"Non importa quanto successo hai, dove ti trovi e dove corri. La cosa importantissima è rimanere se stessi, rimanere sempre con i piedi per terra", ha spiegato.
Parole che raccontano un altro lato del nuovo campione del mondo: un ragazzo che ha appena scritto una pagina storica dello sport italiano, ma che vuole continuare a vivere questa esperienza senza perdere il contatto con le proprie origini.
Il Mondiale 2026 ha incoronato un nuovo protagonista della Formula 1, riportando l'Italia sul gradino più alto dopo oltre sette decenni.
E se il presente appartiene già a Kimi Antonelli, la sua storia è appena cominciata. A vent'anni ha conquistato il titolo che ogni pilota sogna. Adesso la sfida sarà dimostrare di saperlo vincere ancora.