
Per un attimo, il sogno proibito è tornato a fare capolino: e se l’Italia andasse ai Mondiali 2026 nonostante l’ennesima eliminazione? Nel remotissimo caso in cui accadesse, però, non sarebbe per meriti sportivi, ma per un possibile ripescaggio legato alle tensioni politiche tra Stati Uniti e Iran.
La voce – che in realtà circola già da tempo – è tornata a rimbalzare negli ultimi giorni dopo la proposta di Paolo Zampolli, inviato speciale per le partnership globali del presidente americano Donald Trump, che avrebbe suggerito alla FIFA di sostituire l’Iran con l’Italia nel caso in cui la nazionale asiatica non dovesse partecipare alla Coppa del Mondo.
L’ipotesi, almeno al momento, resta più vicina alla fantapolitica sportiva che a uno scenario concreto: la FIFA, infatti, ha ribadito che l’Iran prenderà parte al Mondiale e giocherà le proprie partite negli Stati Uniti.
Non solo, a riaccendere il tema - secondo quanto riportato da Reuters -, c'è anche un incontro - fissato per il 20 maggio a Zurigo - tra la FIFA e la Federazione iraniana, per discutere proprio della preparazione al Mondiale.
Per questo motivo, le speranze di ripescaggio dell’Italia sono praticamente nulle. E, forse, è meglio così: almeno a giudicare dalle reazioni dei vertici dello sport italiano, che avevano accolto con evidente freddezza l’ipotesi di un Mondiale conquistato dagli Azzurri non sul campo, ma per esclusione altrui.
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Abodi aveva già chiuso la porta: “Non è possibile e non è opportuno”
A spegnere l’entusiasmo ci aveva pensato, nei giorni scorsi, proprio il ministro per lo Sport Andrea Abodi, con una frase piuttosto netta rilasciata a Tuttosport: l’Italia ripescata ai Mondiali? “Primo, non è possibile e, secondo, non è opportuno. Ci si qualifica sul campo”.
Il punto, secondo Abodi, era molto semplice: un Mondiale non dovrebbe diventare un tavolo diplomatico in cui si entra per storia, prestigio o “pedigree”. Ci si arriva vincendo le partite giuste. E l’Italia, purtroppo, quelle partite non le ha vinte.
Il ministro aveva già chiarito nelle scorse settimane che, anche in caso di ritiro dell’Iran, il posto non sarebbe finito automaticamente a una squadra europea. Anzi: secondo quanto riportato da AP, l’eventuale sostituta più probabile sarebbe stata una nazionale dell’area asiatica, come gli Emirati Arabi Uniti, e non l’Italia.
Anche Coni e Giorgetti contro il ripescaggio
Sulla stessa linea anche il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, che ha usato parole molto dirette: “Mi sentirei offeso. Bisogna meritarselo, di andare ai Mondiali”.
Tradotto: meglio restare a casa con dignità che entrare dalla porta di servizio. Una posizione che può far male ai tifosi, ma che prova almeno a salvare un principio: se non ti sei qualificato, non puoi pretendere che sia la politica internazionale a regalarti il pass per il torneo più importante del mondo.
Ancora più duro è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha definito l’ipotesi “vergognosa”.
L’Iran giocherà i Mondiali? Cosa sappiamo sull'incontro con la FIFA
Al momento, l’Iran risulta qualificato e non ha ufficialmente rinunciato alla partecipazione. Secondo AP, la FIFA ha confermato che le partite dell’Iran sono in programma e che la nazionale resta attesa al torneo.
Anche Donald Trump e il segretario di Stato Marco Rubio hanno precisato che gli atleti iraniani non sarebbero il problema, distinguendo la squadra da eventuali figure esterne legate alla delegazione.
Oltre a questo, dopo il caso della delegazione iraniana respinta al confine canadese per i legami di alcuni funzionari con i Pasdaran, la FIFA ha invitato la Federazione iraniana a un incontro a Zurigo il 20 maggio per discutere la preparazione al Mondiale.
Il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, ha chiesto - e ottenuto - garanzie sul trattamento della delegazione negli Stati Uniti, avvertendo che eventuali frizioni potrebbero creare una situazione simile a quella avvenuta in Canada.