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Un playoff che ha superato il limite del classico spareggio? Non siamo in Dragon Ball Super ma la sensazione è simile. La partecipazione dell'Iran ai Mondiali 2026 è sempre più in bilico a causa della guerra con gli Stati Uniti, che ospiteranno la rassegna iridata insieme a Canada e Messico.

Un dettaglio geopolitico che, nel calcio, si traduce in un posto potenzialmente vacante al torneo più grande della storia. E lì entra in gioco l'ipotesi che ha fatto impazzire i tifosi italiani negli ultimi giorni. 

Indice

  1. Come funzionerebbe il super playoff
  2. Il precedente 
  3. Le date da segnare
  4. Il problema vero: non è detto che tocchi all'Italia

Come funzionerebbe il super playoff

Secondo quanto riportato da The Athletic, la FIFA starebbe valutando l'organizzazione di un super playoff intercontinentale a quattro squadre, da disputare a ridosso del torneo, con sede possibile negli Stati Uniti.

Il format prevederebbe la partecipazione di quattro nazionali escluse dalla fase finale: due europee individuate tra le migliori del ranking - con Italia e Danimarca tra le candidate, e due asiatiche.

Le squadre verrebbero abbinate in due semifinali, con le vincitrici che si affronterebbero in una finale secca per l'ultimo posto disponibile. L'Italia c'è dentro automaticamente perché occupa la dodicesima posizione nel ranking mondiale, la più alta tra le nazionali rimaste fuori.

Il precedente 

L'idea ha un precedente recente: nella prima edizione del nuovo Mondiale per Club organizzato negli USA, l'esclusione del León portò all'organizzazione di uno spareggio tra Club América e Los Angeles FC in tempi rapidi. Un'operazione che dimostra come soluzioni straordinarie siano già nella cassetta degli attrezzi FIFA.

Il regolamento, poi, lascia deliberatamente tutto aperto: in base all'articolo 6, il Consiglio FIFA o un comitato competente decide l'eventuale sostituzione della nazionale rinunciataria. Gianni Infantino ha carta bianca.

Le date da segnare

Le scadenze chiave sono due: il 30 aprile, giorno in cui la FIFA renderà ufficiali le 48 squadre partecipanti, e il 12 maggio, un mese esatto dall'inizio dei Mondiali. Entro allora sappiamo se lo scenario si materializza o rimane un sogno a occhi aperti.

Il problema vero: non è detto che tocchi all'Italia

Tenere i piedi per terra è d'obbligo. Lo scenario più lineare resterebbe quello di una sostituzione interna alla confederazione asiatica: gli Emirati Arabi Uniti sono i principali candidati, in quanto eliminati proprio nel percorso asiatico dall'Iraq

La politica FIFA di Infantino - costruita sul consenso delle piccole e medie federazioni - spingerebbe naturalmente in quella direzione.

Servirebbe prima di tutto il ritiro dell'Iran, evento tutt'altro che scontato nonostante le tensioni politiche. E poi una scelta precisa della FIFA, che dovrebbe optare per una soluzione complessa invece della più semplice sostituzione interna.

In sintesi: lo scenario esiste, ha basi regolamentari, ha un precedente e ha una deadline. Ma le variabili sono tante, e il percorso più probabile - almeno al momento - porta agli Emirati, non a Roma. L'Italia aspetta, sperando che la geopolitica faccia quello che il campo non ha saputo fare.

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