
C’è chi quel pomeriggio lo ricorda ancora con il cuore in gola. E chi, magari, lo ha scoperto anni dopo in un video su YouTube, con la telecronaca diventata ormai leggenda.
Ma Italia-Australia del 26 giugno 2006 resta una di quelle partite che spiegano benissimo cosa vuol dire vivere un Mondiale da italiani (quando avevamo una squadra in grado di qualificarsi alla fase finale della Coppa del Mondo): sofferenza, ansia, polemiche e poi il guizzo del campione - in quel caso Totti - che fece esplodere un intero popolo.
Italia-Australia, quel pomeriggio del 26 giugno 2006
Siamo agli ottavi di finale del Mondiale in Germania. L’Italia di Marcello Lippi arriva da un girone superato bene, ma contro l’Australia la partita si complica. Gli Azzurri non riescono a sbloccarla, l’Australia corre, lotta, resta in partita.
Poi, a inizio secondo tempo, arriva l’episodio che cambia tutto: Marco Materazzi viene espulso e l’Italia resta in dieci.
Da quel momento la gara diventa una prova di forza. Non è la partita spettacolare che ti aspetti da un Mondiale, è più una prova di resistenza: di gambe, di testa, di polmoni.
Ogni azione australiana sembra poter rovinare tutto. I supplementari sono sempre più vicini e, con l’Italia in inferiorità numerica, la sensazione è che la serata possa mettersi malissimo.
Totti si carica sulle spalle l'Italia
Poi succede l’imprevisto. Ultimi secondi di recupero: Fabio Grosso entra in area, Lucas Neill prova a fermarlo, l’arbitro fischia calcio di rigore.
Sul dischetto va Francesco Totti. Il numero 10 arrivava da mesi complicati, dopo un grave infortunio che aveva messo in dubbio perfino la sua presenza al Mondiale. Eppure, in quel momento, si prende tutta la responsabilità. Davanti ha Mark Schwarzer, dietro di sé un Paese intero che trattiene il respiro.
Totti parte e calcia forte, alto, nell’angolo. Gol. Italia avanti 1-0. Subito dopo, praticamente, la partita finisce. L’Australia è eliminata, gli Azzurri volano ai quarti. Quello che fino a pochi secondi prima sembrava un incubo diventa uno dei momenti simbolo del Mondiale 2006.
Gli eroi di quel pomeriggio sono due. Il primo è Fabio Grosso, eroe indiscusso di quel Mondiale, che trascinò letteralmente la nazionale con la sua incursione in area, l'azione da cui scaturì il rigore.
Il secondo, ovviamente, è Francesco Totti: difficile dimenticare la clip del suo sguardo concentrato, fisso prima sul pallone e poi sul portiere Schwarzer. Il resto, come si dice, è storia nota.
