
Mentre gli occhi del mondo sono puntati sulle medaglie e sui record, c'è un dettaglio che forse merita più attenzione. Tra i big che sfrecciano sulle piste ci sono infatti anche diversi atleti che tecnicamente dovrebbero ancora preoccuparsi dei compiti in classe.
Per l'Italia, ad esempio, Giada D'Antonio e Anna Trocker sono le uniche under 18 della squadra azzurra, e la loro storia dice molto su come si fa a praticare sport a livello agonistico senza sacrificare studio e vita sociale.
Molto spesso, infatti, è sufficiente trovare il giusto piano di studi per far coincidere il tutto. Ma che scuola frequentano le due giovanissime under 18 azzurre? Scopriamolo insieme!
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Giada D'Antonio: da Napoli alle piste del Trentino
Giada ha sedici anni, è nata a Napoli e fino a poco tempo fa faceva la pendolare della neve. Sì, avete letto bene: viveva in provincia e si faceva dodici ore di viaggio per allenarsi a Roccaraso. Il tipo di determinazione che ti fa rivalutare le tue lamentele sul traffico mattutino.
Cresciuta nello Sci Club Vesuvio con il soprannome "Black Panther", Giada ha iniziato con gli sci ai piedi praticamente appena imparato a camminare. Ma la svolta è arrivata quando si è trasferita in Val di Fassa con la madre, a Predazzo per la precisione, dove ora frequenta un istituto tecnico economico con indirizzo amministrazione, finanza e marketing.
Prima faceva il liceo scientifico a indirizzo sportivo a San Sebastiano al Vesuvio. Il cambio di scuola non è stato casuale: serviva un posto che capisse le sue esigenze da atleta professionista. E lei come fa a stare dietro sia ai libri che agli allenamenti?
Organizzazione militare e video lezioni. Nel 2026, studiare significa anche saper sfruttare YouTube e le piattaforme digitali, e Giada lo ha capito alla perfezione.
Anna Trocker: quando lo sci è una questione di famiglia
Anna invece viene dall'Alta Badia, precisamente da Fiè allo Sciliar. Ha diciassette anni ed è iscritta alla scuola sportiva Raetia di Ortisei, uno Ski College che unisce economia, turismo e attività agonistica. Praticamente il sogno di ogni adolescente che odia scegliere tra passioni e doveri.
Ma non pensate che sia tutto rose e fiori. Anna si alza all'alba, percorre venti chilometri per allenarsi, torna a casa la sera e apre i libri. Anche le sue sorelle fanno sci agonistico, quindi in famiglia l'organizzazione è quasi una scienza esatta.
La madre ha raccontato che niente è davvero semplice: bisogna incastrare impegni, orari, trasferte. Una logistica che farebbe impallidire un manager aziendale.
Studiare e gareggiare: missione (quasi) impossibile
Vedere due under 18 alle Olimpiadi non è solo emozionante per il lato sportivo. È anche la dimostrazione che la Gen Z sa gestire la complessità meglio di quanto le venga dato credito. Tra una verifica di matematica e una discesa libera, Giada e Anna stanno scrivendo una storia che va ben oltre il medagliere olimpico.
Quello che colpisce di queste due ragazze non è solo il talento atletico, ma la capacità di non mollare su nessun fronte. Molti atleti olimpici passati hanno frequentato scuole sportive simili proprio per questo motivo: permettono di conciliare l'inconciliabile.
Certo, serve una famiglia che ti supporta, una scuola che capisce i tuoi ritmi, e una forza di volontà che probabilmente non è standard. Ma il messaggio è chiaro: si può fare. Non è facile, non è per tutti, ma è possibile.