
I dati dei nuovi bollettini dimostrano che il Covid-19 continua imperterrito la sua corsa e dal Governo arrivano nuove norme anti contagio. Il nuovo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm), previsto per la giornata di ieri, potrebbe essere firmato la settimana prossima ma dal decreto di proroga dello stato d’emergenza fino al 31 gennaio 2021 si intuisce una misura verrà introdotta già da oggi 7 ottobre: l’obbligo dell’uso della mascherina all’aperto. Ecco chi è esonerato dall’obbligo e quanto rischia chi trasgredisce.
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Mascherina obbligatoria: l’unica misura sicura prima del DPCM
Era prevista per la giornata di ieri la pubblicazione del nuovo DPCM, dopo l’intervento del pomeriggio da parte del ministro della Salute Roberto Speranza al Parlamento, secondo alcune indiscrezioni però il tutto slitterebbe alla prossima settimana. Unica misura certa, inserita nel decreto che servirà per prorogare lo stato d’emergenza fino al 31 gennaio, sembra essere quella riguardante l’obbligo dell’uso della mascherina all’aperto e “in prossimità di altre persone non conviventi”. Ad essere esonerati, oltre ai conviventi, sono anche i bambini con età inferiore a 6 anni, le persone con patologie e disabilità non compatibili con l’uso della mascherina e chi entra in un servizio commerciale per consumare cibo o bevande. Se nei mesi scorsi non era chiara a tutti la definizione del termine “congiunti”, in questi giorni si sta discutendo molto sulla quantificazione di “prossimità” circa la distanza sociale tra non conviventi e sui comportamenti dei runner. Non tutti, inoltre, sono d’accordo con questa misura: Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all'Università di Padova, ha esternato la sua contrarietà ai microfoni di Sky Tg24. Il virologo ha infatti affermato: “La mascherina protegge però a mio avviso va capito cosa sta succedendo. Siamo stati senza mascherina tutta l'estate, con assembramenti anche importanti, e i contagi non sono aumentati moltissimo. Adesso i casi stanno aumentando, ma questo è l'effetto della riapertura delle scuole e dell'inizio di tutte le attività produttive. Forse bisogna agire lì. Sicuramente la mascherina protegge, ma se sono per strada e intorno a me non c'è nessuno diventa un provvedimento difficilmente comprensibile. A mio avviso il problema è che il sistema messo a punto per proteggere gli studenti e la società dalla riapertura delle scuole scricchiola. C'è qualcosa che probabilmente non va. Bisogna non far entrare a scuola i potenzialmente positivi. Bisogna abbassare la soglia della temperatura e fare in modo che studenti e insegnanti che abitano in zone dove ci sono contagi a scuola non mettano piede”.