Mascherine anche all'entrata e uscita da scuola: in arrivo l'ordinanza

Paolo Ferrara
Di Paolo Ferrara
soft skills

La ripresa della didattica in presenza in tutte le scuole d’Italia è ormai iniziata da tempo ma gli assembramenti all’ingresso e all’uscita preoccupano sempre di più. Per questo dalla Regione Piemonte arriverà a breve l’obbligo di indossare la mascherina anche nelle aree limitrofe agli istituti per contrastare ancor di più la diffusione del virus.
Ecco tutto quello che c’è da sapere sull’allarme lanciato da presidi e pediatri, definito un vero e proprio “problema sociale”.

Guarda anche


Didattica in presenza: obbligo della mascherina anche fuori dalla scuola


La pandemia da Covid-19 non è terminata e a testimoniarlo sono gli ultimi bollettini legati ai nuovi contagi e alle vittime che registrano un trend in aumento. Dalla Regione Piemonte, vista la situazione, arriva una stretta sull’uso delle mascherine fuori da scuola, che potrebbe essere attiva già da lunedì: gli studenti non devono abbassare la guardia soprattutto negli ambienti limitrofi agli istituti per non vanificare tutte le misure di sicurezza adottate all’interno degli edifici scolastici. A lanciare l’allarme sono soprattutto i presidi preoccupati delle dinamiche emerse dai primi giorni di scuola: “A scuola siamo molto rigidi ma fuori non abbiamo giurisdizione e spesso la situazione è fuori controllo. Con le carenze di personale che abbiamo è impensabile occuparci anche degli assembramenti all’esterno. Ci auguriamo che la Regione chieda aiuto alla protezione civile o alle forze dell’ordine”. Il presidente della Regione Alberto Cirio firmerà l’ordinanza in queste ore e imporrà l’uso della mascherina nei luoghi a forte rischio assembramenti. Parliamo di piazzali, parcheggi, giardini, marciapiedi e fermate dei mezzi pubblici.


Regione Piemonte: pediatri estenuati dalle richieste di tamponi


Un altro problema segnalato alla Regione Piemonte da parte del sindacato dei medici ospedalieri Anaao Assomed riguarda la situazione tamponi. Dall’inizio delle lezioni in presenza i medici sono continuamente assillati da genitori che chiedono informazioni circa la sintomatologia da Covid 19 nei bambini e le scadenze della campagna vaccinale antinfluenzale. Per i medici il problema più grande risiederebbe però nell’atteggiamento difensivo di molti istituti: pretendono un certificato del pediatra dopo un’assenza più o meno prolungata da scuola sebbene l’ordinanza regionali parli della sola complicazione di un allegato se il pediatra conferma che si tratta di sintomi non ascrivibili al Covid. Di fronte alle istanze delle scuole, però, i medici sarebbero obbligati a richiedere il tampone nasofaringeo. Per il dottor Renato Turra, segretario Fimp Torino, è “un’esperienza non gradevole per un adulto, figurarsi per un bambino. Eppure, stante le richieste degli istituti, e di conseguenza delle famiglie, siamo costretti a richiederlo, anche quando riteniamo non sia strettamente necessario. In una parola: la Regione chiede perché facciamo richiesta di così tanti test, noi siamo tra l’incudine e il martello. Sta diventando un problema sociale”.
Skuola | TV
Non perdere la prossima puntata!

Curioso di sapere chi sarà il prossimo ospite? Continua a seguirci e lo scoprirai!

2 marzo 2021 ore 15:30

Segui la diretta