Illustrazione di una persona che collega il connettore di ricarica a un’auto elettrica

Quanti chilometri percorre davvero un'auto elettrica con una singola carica? È una delle domande che tornano più spesso a chi lavora ogni giorno nella mobilità elettrica, insieme ad altri due dubbi quasi identici in ogni conversazione sul tema.

A rispondere è Gabriella Favella, head of energy & public affairs at Renault Group Italia, in un video pubblicato su TikTok per "Like a pro(f)" di Skuola.net, il format che porta tra i banchi digitali chi lavora ogni giorno nel mondo reale.

Favella elenca i tre luoghi comuni che sente ripetere più spesso nel suo lavoro: l'autonomia delle batterie, la diffusione delle colonnine e il piacere di guida.

Il filo conduttore che lega i tre punti è sempre lo stesso: prima di bollare una tecnologia, conviene controllare i numeri reali. 

@skuolanet

Quante volte hai sentito dire che "l'auto elettrica ti lascia a piedi"? Tra ansia d'autonomia e timori sulle colonnine, c'è un sacco di disinformazione in giro ma invece di fidarci del "sentito dire", è ora di guardare dei dati reali: il futuro della mobilità è già qui e, fidati, non è per niente noioso da guidare. Per questo la nostra Pro(f) di oggi, Gabriella Favuzza, Head of Energy & Public Affairs di Renault Group Italia, sfata per te 3 miti sulla mobilità elettrica La vera lezione di oggi è che i cambiamenti fanno paura solo a chi si ferma ai luoghi comuni E tu da che parte stai? Team elettrico o hai ancora l'ansia da ricarica? Parliamone nei commenti! likeaprof autoelettrica sostenibilita innovazione techtok

suono originale - Skuola.net - Skuola.net

Indice

  1. Il primo mito: l'autonomia è troppo bassa
  2. Il secondo mito: mancano le colonnine di ricarica
  3. Il terzo mito: guidare un'auto elettrica è noioso

Il primo mito: l'autonomia è troppo bassa

Il primo luogo comune riguarda i chilometri percorribili con una carica. Favella lo smonta subito: "Il primo: non ha abbastanza autonomia. La verità è che la maggior parte delle auto elettriche oggi ha un'autonomia media di 450 km e quelle più grandi oltre 600 km."

Il confronto con le abitudini reali è impietoso. Favella lo mette in chiaro con un dato preciso: "Lo sai che in Italia si percorrono in media al giorno solo 37 km? Fatti due conti."

La conclusione pratica arriva subito dopo, nelle sue stesse parole. Secondo Favella, "in molti casi basterebbero soltanto un paio di ricariche al mese" per chi usa l'auto negli spostamenti quotidiani.

Il secondo mito: mancano le colonnine di ricarica

Il secondo dubbio riguarda la rete di ricarica sul territorio. Anche qui la risposta di Favella è netta: "Il secondo: non ci sono abbastanza colonnine. Beh, non è proprio così. Nel nostro paese ci sono già 85.000 punti di ricarica per le strade e continueranno ad aumentare."

C'è poi un'alternativa che molti sottovalutano. Chi dispone di un box o di un posto auto può scegliere di ricaricare direttamente a casa, evitando del tutto la rete pubblica.

Il vantaggio, secondo Favella, è duplice. "È comodo ed è molto più conveniente rispetto alla benzina", spiega, aggiungendo che ricaricare la sera permette di partire la mattina con il pieno di energia.

Il terzo mito: guidare un'auto elettrica è noioso

Il terzo luogo comune riguarda l'esperienza al volante. Anche in questo caso Favella ribalta completamente la narrazione: "Il terzo: guidare l'auto elettrica è noioso. Esattamente il contrario."

A sorprendersi, dice, sono soprattutto i primi utilizzatori. "Accelerazioni immediate, guida fluida. Un'esperienza molto diversa da quella che ci si può immaginare", racconta nel video, prima di consigliare direttamente a chi ascolta di provarla di persona.

Il video si chiude con un invito che va oltre i tre miti elencati.

"La prossima volta che senti qualcuno dire 'Secondo me questa innovazione non funzionerà mai', fermati un attimo e approfondisci", dice Favella, aggiungendo che bisogna "cercare i dati prima delle opinioni. Spesso quando parliamo di futuro, in realtà i cambiamenti sono già sotto i nostri occhi". Il punto, conclude, è smettere di guardare le novità "attraverso i luoghi comuni".

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale.

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