Materiale neonazista sequestrato

Un 17enne residente in provincia di Trento è stato arrestato con l'accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo, dopo il ritrovamento di armi bianche e manuali per attentati nella sua abitazione. L'operazione porta la firma della Digos di Verona, con il supporto della Digos di Trento e il coordinamento della Procura di Venezia.

Il minorenne, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, non era un semplice frequentatore di canali estremisti. Avrebbe avuto un ruolo operativo all'interno di una community online legata al Fronte Fascista Italiano e avrebbe diffuso contenuti riconducibili all'Atomwaffen Division, organizzazione terroristica di matrice neonazista.

Tra i materiali sequestrati compaiono manuali per costruire ordigni artigianali, liste di bersagli e il video integrale dell'attentato di Christchurch del 2019. Un quadro che gli inquirenti definiscono come una radicalizzazione ideologica accompagnata da una concreta proiezione verso la violenza.

Indice

  1. Il 17enne neonazista è accusato di terrorismo
  2. In casa katane, machete e balestre
  3. Sul cellulare manuali per bombe e piani di attacco
  4. Il ruolo di comando nel Fronte Fascista Italiano

Il 17enne neonazista è accusato di terrorismo

Il giovane, residente in provincia di Trento, è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l'accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. L'indagine è stata condotta dalla Digos della Questura di Verona, con il supporto della Digos di Trento, e coordinata dalla Procura della Repubblica di Venezia.

Gli accertamenti erano partiti nell'autunno del 2025, durante il monitoraggio dei canali online dell'area suprematista e neonazista. In quel contesto il 17enne si sarebbe distinto per una marcata radicalizzazione ideologica e per una significativa proiezione verso la violenza.

In casa katane, machete e balestre

La perquisizione nell'abitazione del ragazzo ha portato al sequestro di katane, machete, coltelli di varie dimensioni e balestre. Gli agenti hanno trovato anche pistole e fucili soft air, insieme ad altri oggetti ritenuti atti a offendere.

Nella stessa perquisizione sono stati rinvenuti vessilli neonazisti e suprematisti. A questi si aggiungono fogli manoscritti in formato A4 con disegni e simboli riconducibili a quell'ideologia.

Sul cellulare manuali per bombe e piani di attacco

Il materiale più allarmante è stato trovato sui dispositivi elettronici del minorenne. Gli investigatori hanno acquisito manuali per la fabbricazione di ordigni artigianali e un testo tradotto dal cirillico con indicazioni sull'impiego di sostanze chimiche aggressive.

Sui telefoni c'erano anche una guida operativa per compiere attentati con veicoli pesanti, un elenco di veleni mortali e manuali sul maneggio di armi da fuoco. A completare il quadro, un documento con istruzioni per pedinare, attaccare ed eliminare bersagli umani.

Tra i file sequestrati figura il video integrale dell'attentato di Christchurch del 2019, accompagnato da messaggi che indicavano l'autore della strage come un modello da imitare. Nel materiale compare anche il manifesto "Haters Handbook", attribuito al gruppo Maniacs Murder Cult.

Il ruolo di comando nel Fronte Fascista Italiano

Il 17enne avrebbe ricoperto il ruolo di vicecapo del gruppo social "Fronte Fascista Italiano" (Ffi). Secondo gli investigatori era il referente operativo incaricato di selezionare gli aspiranti aderenti alla community.

Nello stesso contesto avrebbe pubblicato contenuti propagandistici riconducibili all'Atomwaffen Division. Il ragazzo avrebbe inoltre manifestato ripetutamente ammirazione per quelli che definiva "terroristi bianchi", descrivendoli come eroi impegnati nella "difesa della razza bianca".

Dalle conversazioni analizzate dagli investigatori sarebbero emersi propositi concreti di passaggio all'azione. I riferimenti riguardano l'uso di armi artigianali e possibili violenze contro categorie specifiche di persone, tra cui ebrei, immigrati, omosessuali, magistrati e politici.

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