Ragazzo isolato

L’arresto del ragazzo di 17 anni a Perugia ha riacceso i riflettori su una realtà sommersa che scivola pericolosamente dal disagio digitale alla pianificazione del terrore. 

Il giovane, originario di Pescara, è accusato di aver progettato una strage nel suo liceo artistico, supportato da una rete di contatti online dediti alla propaganda di odio razziale e alla costruzione di ordigni artigianali

Al centro di questa deriva c'è l’adesione del minore alla comunità degli Incel, un universo maschilista dove la frustrazione relazionale si trasforma in una radicalizzazione ideologica violenta. 

Il caso non è più solo una narrazione da serie TV, ma la dimostrazione di come bullismo e isolamento possano trovare nella manosfera digitale un terreno fertile per trasformare un adolescente in un potenziale attentatore.

Indice

  1. Chi sono gli Incel
  2. La galassia della manosfera
  3. Il piano del 17enne e i miti del terrore
  4. Dal bullismo alla radicalizzazione digitale

Chi sono gli Incel

Il termine Incel è un neologismo nato dalla contrazione delle parole inglesi involuntary celibates, traducibile come “celibi involontari”

L’etichetta definisce una comunità di uomini che, pur desiderando relazioni affettive o sessuali, non riescono a ottenerle e finiscono per nutrire un profondo e pericoloso risentimento nei confronti delle donne

All'interno di queste comunità online, la frustrazione personale per il proprio isolamento sociale non viene rielaborata come un disagio individuale, ma si trasforma in una vera e propria ideologia strutturata

Le donne vengono colpevolizzate e considerate responsabili dell'esclusione sociale degli uomini, alimentando narrazioni basate sul vittimismo, sull'odio e sulla ricerca di una rivalsa violenta. 

Il processo di radicalizzazione avviene in spazi digitali spesso difficili da monitorare, dove il disagio di adolescenti e giovani uomini può evolvere rapidamente in una minaccia concreta, come dimostrato storicamente da casi come quello di Alek Minassian a Toronto nel 2018.

La galassia della manosfera

Questa sottocultura non vive in modo isolato, ma si inserisce in un ecosistema molto più vasto e complesso denominato “manosfera”

La manosfera rappresenta un insieme di comunità digitali collegate tra loro da una visione estremista e distorta della mascolinità, dalla diffusione di teorie complottiste e da una misoginia sistemica

In questo ambiente, reso pervasivo dalla cassa di risonanza dei social media, trovano spazio influencer che promuovono modelli di maschilità radicale, l'ossessione per il successo e il culto del corpo come strumenti di potere. 

Come evidenziato dal documentario Netflix Dentro la manosfera di Louis Theroux, si tratta di una rete che deforma i rapporti tra i sessi, spingendo verso una visione conflittuale della società. 

Per molti giovani, questo universo offre un’identità forte e un ruolo sociale: per il diciassettenne di Perugia, ad esempio, le chat Incel e i gruppi neonazisti sono stati il luogo in cui smettere di essere vittima di bullismo per diventare "qualcuno", trovando una comunità che legittimava i suoi piani di violenza

Il piano del 17enne e i miti del terrore

Nelle chat monitorate dagli inquirenti, lo studente si definiva esplicitamente un Incel

Tra i suoi idoli figuravano profili agghiaccianti: da Filippo Turetta, femminicida di Giulia Cecchettin, ad Angelo Izzo, il “mostro del Circeo”. 

Il giovane partecipava attivamente a gruppi come la "Werwolf Division" su Telegram, dove circolava materiale neonazista e suprematista volto all'accelerazionismo, ovvero il collasso della società moderna per instaurare un regime basato sulla razza bianca. 

Il suo obiettivo dichiarato era emulare la strage della Columbine High School, arrivando a scrivere ai suoi contatti: "Devo ancora decidere il posto dove fare la sparatoria prima di andarmene".

Dal bullismo alla radicalizzazione digitale

Dietro la deriva violenta emerge un passato segnato dal bullismo. Secondo la madre, il ragazzo soffriva profondamente per le offese ricevute durante le medie a causa del suo peso. 

Un isolamento che lo avrebbe spinto a cercare rifugio nei social e nelle chat estremiste, dove ha trovato un senso di appartenenza e una comunità che lo faceva sentire "qualcuno". 

Nonostante le rassicurazioni fornite alla famiglia e l’apparente educazione mostrata a scuola, nel suo telefono i carabinieri hanno trovato manuali per costruire esplosivi, granate e mine antiuomo, oltre a testi sull'organizzazione di colpi di Stato.

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