È stata la più giovane atleta azzurra ai Giochi Paralimpici di Pechino e ora punta a Milano Cortina 2026, un appuntamento che, tra le mura di casa, ha tutt’altro sapore. Parola di Martina Vozza, classe 2004, promessa dello sci alpino paralimpico impegnato alle Paralimpiadi invernali.
La sua storia con lo sci nasce quasi per caso. Andava a sciare con i genitori per divertimento, finché verso i sette o otto anni la famiglia scoprì uno sci club locale, lo Sport For All, che portava a sciare ragazzi con disabilità.
Da lì, la passione è cresciuta fino alla scelta agonistica, presa intorno ai 13-14 anni, dopo aver conosciuto meglio il mondo paralimpico.
Scopriamo qualcosa in più allora sulla giovanissima atleta italiana!
Gli studi di Martina Vozza
“Una Paralimpiade in casa capita a pochissimi atleti”, ha dichiarato Martina Vozza, intervistata dal settimanale Vita. Sul fronte della formazione, Martina sta studiando Scienze motorie online, conciliando gli impegni accademici con quelli sportivi.
Un percorso coerente con la sua visione dello sport come strumento di crescita e indipendenza. Martina è ipovedente dalla nascita: vede circa un ventesimo con entrambi gli occhi, con uno persino qualcosa in meno.
Eppure, proprio partendo da questa condizione, ha costruito una carriera sportiva che l'ha portata a diventare una delle promesse dello sci alpino paralimpico italiano
Oggi fa parte della Nazionale e gareggia nella categoria visual impaired AS2.
Al suo fianco in pista c'è la guida Ylenia Sabidussi, con cui collabora da sette anni. Un rapporto che va oltre il legame atletico: “Siamo amiche prima ancora che atleta e guida”, racconta Martina, sottolineando come stiano lavorando anche con un mental coach per affinare la loro sintonia.
Dall'infortunio alla Paralimpiade
Nonostante un infortunio al crociato a febbraio dell'anno scorso abbia condizionato la preparazione, la giovane azzurra guarda avanti con determinismo e lucidità. Il suo messaggio è semplice e diretto: “Consiglio a tutti di fare sport, perché aiuta a crescere e soprattutto rende indipendenti. A me ha dato tanto, anche un obiettivo nella vita”.
Il consiglio della giovane atleta? “Di fare sport, perché aiuta a crescere e soprattutto rende indipendenti. A me ha dato tanto, anche un obiettivo nella vita. Non serve per forza fare agonismo: lo sport, a qualsiasi livello, fa bene alla mente e al corpo”.