Intervista a Herbert Ballerina: quel bravo ragazzo chiamato a fare il boss

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Di manliogrossi

Herbert Ballerina: quel bravo ragazzo chiamato a fare il boss

Raccontare la mafia, prendendola in giro. È questo uno degli elementi del film ‘Quel bravo ragazzo’, protagonista un esilarante Herbert Ballerina, nome d’arte di Luigi Luciano. Accanto a lui, attori che la mafia, cinematograficamente parlando, la conoscono bene come Tony Sperandeo, Enrico Lo Verso, Ninni Bruschetta e Daniela Virgilio. Con loro anche Maccio Capatonda, nelle vesti di un simpatico prete. Skuola.net ha intervistato i protagonisti del film: ecco cosa ci hanno raccontato.

Ridere della mafia si può


La risata scappa, non si può certo negare. Herbert Ballerina, su cui si regge tutto il film è sicuramente bravo a strappare sorrisi, aiutato in molte scene da attori navigati e sempre verdi come Toni Sperandeo e Ninni Bruschetta. È un film per tutti, adatto sicuramente ad un pubblico di giovani, magari già fan di Ballerina, che hanno così la possibilità di rapportarsi all’argomento Mafia attraverso la battuta, la parodia del fenomeno stesso "Per come mi sento io - afferma Ballerina - potevo raccontarla solo in questo modo". Proprio questa potrebbe essere una carta vincente per cercare di sensibilizzare tutti "Scherzando con i-pizzo - sottolinea Daniela Virgilio - diciamo delle cose che hanno delle radici importanti quindi la comicità di Herbert può far riflettere i ragazzi".'Quel bravo ragazzo' prende sì in giro la mafia, e non poco, ma non solo. Il Il messaggio che il film manda è forte e quanto mai educativo soprattutto per i più giovani. "Con l'ingenuità - dichiara un serioso Ballerina - si può arrivare lontano, non è detto che bisogna esser per forza furbi per impossessarsi di qualcosa". Se a dirlo è lui, non ci resta che fidarsi!

Il film


Quando un potente boss della mafia sta per morire, dà ai suoi fedelissimi il compito di trovare il figlio, mai riconosciuto, perché vuole che sia lui a prendere il comando del clan. Peccato però che il giovane, Leone, sia un trentacinquenne cresciuto in un orfanotrofio che fa il chierichetto. Non solo, è il classico ragazzo totalmente innocuo, ingenuo e molto, molto, goffo. Per gli scagnozzi del defunto boss, non sarà affatto facile trasformare Leone in un capo mafioso…
Manlio Grossi

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