
Dal 12 gennaio Rai 1 porta in prima serata "La preside", la nuova fiction che racconta una storia liberamente ispirata alla figura di Eugenia Carfora, dirigente scolastica diventata un simbolo pubblico del contrasto alla dispersione scolastica in uno dei territori più difficili d'Italia.
La serie, diretta da Luca Miniero e prodotta da Bibi Film TV e Zocotoco in collaborazione con Rai Fiction, è stata presentata a Roma.
Indice
Qual è la vera storia della preside
La fiction prende spunto dall’esperienza reale di Eugenia Carfora, preside a Caivano, diventata negli anni una figura di riferimento per il suo impegno contro l’abbandono scolastico. Il racconto segue il percorso umano e professionale di una donna che sceglie di restare in un contesto complesso, affrontando:
- resistenze,
- difficoltà istituzionali,
- dinamiche territoriali delicate.
“Questa è una storia vera e necessaria”, ha spiegato la direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati. La serie, ha aggiunto, mette in scena “la forza rivoluzionaria di una donna in un mondo che si è adagiato. Se quei luoghi sono in una certa maniera è perché ci adagiamo”.
Chi interpreta la preside
A interpretare la dirigente scolastica è Luisa Ranieri, che ha conosciuto personalmente Eugenia Carfora dopo aver visto il documentario di Domenico Iannacone dedicato alla sua esperienza. “Incontrarla mi ha acceso una luce”, ha raccontato l’attrice. “Nel buio di una periferia ho visto qualcosa di bellissimo: il singolo che fa il suo, senza chiedersi perché. Portare questa storia al grande pubblico significa ricordare che una persona sola può cambiare un destino”.
Ranieri ha anche parlato del legame con Napoli e con la sua esperienza scolastica, definendo la città “la Rio de Janeiro italiana”, un luogo in cui “strati sociali diversi convivono e si mescolano creando energia”.
Come è nata la serie
L’origine del progetto è legata a un'intuizione di Luca Zingaretti, nata anche questa dopo aver visto il documentario di Iannacone. Tre gli elementi che lo hanno convinto a portare questa storia sullo schermo:
- “la figura straordinaria della preside, capace di opporsi alla pigrizia delle istituzioni e al malaffare";
- "la storia dei ragazzi, veri vincitori, che capiscono che quella mano tesa è la loro ultima chance";
- "la realtà del territorio, spesso definito degradato ma abitato da tantissime persone per bene”.
La voce della "vera" preside
Presente alla conferenza stampa, Eugenia Carfora ha riconosciuto nella fiction un riflesso del proprio percorso: “Ho dato tutto, sacrificando anche la mia famiglia. Nelle realtà complicate il rigore è fondamentale e non l’ho mai abbandonato. Bisogna togliere dal vocabolario la parola rassegnazione: io non mi rassegno mai”. La donna ha anche rimarcato la convinzione che anche la periferia possa trasformarsi in “centro”.
Nel raccontare il rapporto con i ragazzi, Carfora ha sottolineato come “ogni scorciatoia toglie ai ragazzi la possibilità di pensare”. Il passaggio dalle medie alle superiori, ha spiegato, è un momento critico: “Spesso vogliono aiutare le famiglie. Ma dire ‘sbrigati a finire e vai a lavorare’ significa togliere loro la possibilità di scegliere. La scuola richiede pazienza, come crescere un figlio”.