Che scuola ha fatto Brian Molko dei Placebo?

Marcello G.
Di Marcello G.

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Di lui gli italiani ricordano soprattutto una contestata esibizione come super-ospite internazionale al Festival di Sanremo del 2001, con tanto di chitarra spaccata sul palco e conseguenti fischi del pubblico del teatro Ariston. Ma per gli appassionati di musica è semplicemente una delle icone del rock anni duemila. È Brian Molko, uno dei personaggi più controversi dello showbiz del nuovo millennio. Eppure, dietro l’immagine trasgressiva che il leader dei Placebo ha voluto sempre dare, c’è un ragazzo di buona famiglia con una profonda cultura. Ne abbiamo parlato oggi nella trasmissione Buongiorno Dr. Feelgood e Mr. Cotto su Virgin Radio.

Nella sua adolescenza solo le scuole migliori


Ma qual è stato il rapporto tra Brian Molko e la scuola? Se non avesse fatto il rocker, probabilmente, oggi lo troveremmo a dirigere qualche azienda o ai vertici di qualche multinazionale. Perché, pur essendo inglese nell’anima, Molko è un cittadino del mondo, cosmopolita e poliglotta. Un lungo viaggio, il suo, iniziato già quando era un bambino. Figlio di un banchiere americano - ma di origini franco-italiane - e con una mamma scozzese, Brian è infatti nato fuori dai confini del Regno Unito, a Bruxelles. Ma il Belgio è solo la prima tappa: nei primi anni di vita la famiglia Molko si sposta dalla Liberia al Libano, fermandosi per un lungo periodo in Lussemburgo. Ciò permette al giovane Brian di frequentare le migliori scuole internazionali.

Artista completo e studente impegnato


Non deve perciò meravigliare che parli fluentemente inglese, francese; che si sappia esprimere in tedesco e spagnolo; che capisca persino l’italiano. Gran parte del merito è dell’educazione ricevuta alla Scuola Europea del Lussemburgo e all’International School of Luxembourg, istituti nati proprio per accogliere i figli dei funzionari delle istituzioni comunitarie o dei ragazzi dell’alta borghesia. Grazie a queste esperienze Brian entra in contatto con tante culture diverse, iniziando sviluppare la voglia di sperimentare, messa poi in pratica nella musica.

A Londra per inseguire il suo sogno


Naturalmente dotato di una sensibilità artistica, Molko si appassiona già dall’adolescenza all’arte, al teatro e alla fotografia. Così, una volta finite le scuole superiori, decide di trasferirsi a Londra per tentare la fortuna. Non senza scontri di vedute con i genitori, che avrebbero voluto per il figlio un futuro più ‘normale’ (strada invece percorsa dal fratello maggiore Barry). Uno spirito ribelle che si tradurrà nel suo look sopra le righe, nell’immagine androgina (con tanto di smalto alle unghie e rossetto) e nella dichiarata bisessualità; caratteristiche che, presenti in parte già ai tempi della scuola, lo resero spesso vittima di insulti e prese in giro da parte dei suoi compagni.

Una laurea in recitazione prima del rock


Sta di fatto che inizia a frequentare i corsi di recitazione al Goldsmiths College, dove prenderà il diploma di laurea all’età di 21 anni. La stessa accademia che, nel 2012, lo inserirà nell’Honorary Fellowship, l’elenco degli ex alunni più importanti. Un ‘secchione’ che però, la sera, trovava anche il tempo di suonare nei locali della capitale britannica per mantenersi agli studi (suonando l’armonica) e per studiare la sua materia preferita: il rock. È negli anni dell’università che incontrerà Steve Hewitt, futuro batterista dei Placebo, che si unirà qualche tempo dopo al sodalizio Molko-Olsdal (suo compagno di scuola ai tempi dell’International School e bassista della band).

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