Imma Ferzola
Autore
Bad Bunny

La notte del Super Bowl non è mai stata così carica di elettricità, e non stiamo parlando della tensione tra Seahawks e Patriots. Mentre milioni di americani si preparavano al solito show di luci e coreografie, l'aria al Levi’s Stadium di Santa Clara si è fatta improvvisamente densa di significati.

Bad Bunny ha trasformato l'evento sportivo più seguito del pianeta in un palcoscenico di rivendicazione, parlando una lingua che molti cercano di silenziare. È stato un momento di rottura totale: il pop che si fonde con la politica, la festa che diventa protesta, il ritmo del reggaeton che batte il tempo di una nuova America. 

Indice

  1. Chi è Bad Bunny? 
  2. Lo show che ha diviso il mondo 
  3. La reazione di Trump: lo show "più brutto di sempre" 

Chi è Bad Bunny? 

Per capire lo "shock" del Super Bowl, bisogna conoscere l'ascesa quasi mitologica di Benito Antonio Martínez Ocasio. Classe 1994, nato a Porto Rico, Bad Bunny è l'uomo che ha rotto ogni regola dell'industria discografica. Figlio di un camionista e di una insegnante, ex chierichetto con una passione viscerale per il wrestling, Benito non ha scalato le classifiche imitando le popstar americane. Anzi, ha fatto l'esatto opposto.

Mentre lavorava come magazziniere in un supermercato, registrava brani che caricava su SoundCloud. Da lì, il salto è stato vertiginoso: è diventato l'artista più ascoltato su Spotify dal 2020 al 2022 e ancora nel 2025. È stato il primo artista latino a portare un album interamente in spagnolo al primo posto della Billboard 200. Bad Bunny ha "costretto" gli USA a imparare lo spagnolo per cantare con lui. Questo spirito di indipendenza lo ha reso un'icona non solo musicale, ma politica e sociale per l'intera Generazione Z.

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Lo único más poderoso que el odio, es el amor. Only Thing More Powerful Than Hate is Love. #AppleMusicHalftime #badbunny #superbowl #nfl @Bad Bunny

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Lo show che ha diviso il mondo 

La performance è stata un viaggio visivo tra uomini che giocano a domino e donne che si fanno le unghie sotto il portico, un pezzo di Porto Rico trapiantato in California. Il finale dello show, dal tetto della sua "casita", Bad Bunny ha lanciato un messaggio chiarissimo: "Together we are America".

Citando le marce storiche per i diritti civili, ha gridato al microfono: "We are not aliens. We are human. We are Americans". Un riferimento diretto alla condizione dei migranti e di chi, negli ultimi tempi, subisce violenze e discriminazioni negli Stati Uniti. 

La reazione di Trump: lo show "più brutto di sempre" 

Le reazioni non si sono fatte attendere. Donald Trump ha bollato lo spettacolo come "uno schiaffo in faccia all'America", definendolo lo show più brutto di sempre. Questa reazione ha trasformato l'evento in un caso politico. 

Una cosa è certa: dopo il Super Bowl LX, nessuno potrà più dire che la musica latina è solo un ritmo estivo. Bad Bunny ha dimostrato che oggi, il potere di un messaggio può essere più forte di qualsiasi barriera linguistica.

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