Matteo Bortone
Autore
stop social e IA ai minori di 16 anni

Con una risoluzione approvata il 26 novembre (con 483 voti a favore), il Parlamento Europep ha lanciato un messaggio forte e chiaro al mondo digitale: bisogna proteggere i minori dai pericoli del web.

Per farlo, la richiesta prevede che l'età minima per iscriversi alle piattaforme social, per usare l'intelligenza artificiale o i siti di video sharing, sia innalzata e fissata a 16 anni.

Questa mossa arriva dopo l’ultimo report dell'Unione Europea, che avverte dei rischi gravi che l'online può comportare per la salute mentale, la vita scolastica e il benessere generale dei ragazzi.

Davanti a questi pericoli, dunque, si chiede alle piattaforme digitali di assumersi nuove responsabilità e di ripensare i loro servizi per renderli davvero sicuri per i minori.

Intanto, gli Stati membri stanno già iniziando a intervenire con le prime misure di prevenzione, come l’imposizione di limiti di età e l’uso di sistemi di verifica.

Indice

  1. Un rischio per adolescenti e giovani adulti
  2. Le richieste del Parlamento Europeo

Un rischio per adolescenti e giovani adulti

Il limite dei 16 anni è stato stabilito sulla base di ricerche condotte dagli esperti dell'UE. Questi professionisti hanno analizzato 19 studi empirici svolti tra il 2013 e il 2018 in vari Paesi europei, coinvolgendo adolescenti, studenti universitari e giovani adulti.

Il risultato più evidente di questa grande analisi è che le forme di uso problematico del web riguardano proprio la fascia degli adolescenti e giovani adulti, con una maggiore incidenza tra i maschi.

Nello specifico, si tratta di fattori comportamentali e sociali, come:

  • Una maggiore esposizione ai videogiochi online.

  • La ricerca di competizione e l'immersione nei mondi virtuali.

  • La dipendenza da gioco d’azzardo online (un fenomeno in forte crescita).

  • Un'interazione digitale spesso più intensa rispetto a quella reale.

I numeri, più in generale, dicono che circa il 97% dei giovani naviga online quotidianamente, e ben il 78% di chi ha tra i 13 e i 17 anni controlla i propri dispositivi almeno ogni ora. Con un minore su quattro (il 25%) che mostra già segni di uso problematico dello smartphone.

Le richieste del Parlamento Europeo

Il Parlamento europeo non si è limitato, però, a chiedere un limite d'età, ma ha chiesto un vero e proprio pacchetto di misure per costruire una barriera contro i rischi del web.

L'obiettivo è vietare le pratiche di dipendenza più pericolose e disattivare automaticamente per gli under 18 tutte le funzionalità create apposta per creare assuefazione. Parliamo di tecniche subdole come:

  • Lo scorrimento infinito (infinite scrolling).

  • L'autoplay dei video.

  • Il "pull-to-refresh".

  • I cicli di ricompensa e le tecniche aggressive di gamification.

Inoltre, l'UE chiede di:

  • Bloccare i siti web che non rispettano le norme europee, impedendo loro di raggiungere gli utenti minorenni.

  • Contrastare le tecnologie persuasive come annunci mirati, pubblicità degli influencer, design manipolativi e i “dark patterns” che ti spingono a restare online.

  • Vietare per i minori i sistemi di raccomandazione basati sull’engagement, quelli che mostrano contenuti solo per trattenere l’attenzione, anziché per la loro qualità.

C'è un'attenzione speciale, in particolare, al mondo del gaming: si chiede di applicare integralmente il Digital Services Act alle piattaforme di videogiochi, vietando pratiche come le scatole premio (loot box) e altri contenuti randomizzati che spingono a spendere soldi.

Inoltre, si evidenzia una nota importantissima sui creator più giovani: l'UE vuole proteggere i minori dallo sfruttamento commerciale, vietando alle piattaforme di offrire incentivi economici ai cosiddetti "bambini influencer", per evitare che l'attività online diventi un lavoro non regolamentato. 

Infine, si chiede di intervenire con urgenza sull'IA generativa, vietando tecnologie pericolose come i deepfake, i chatbot che imitano relazioni umane e le app che possono creare immagini manipolate senza consenso.

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