
Per gli studenti universitari arriva una nuova iniezione di risorse per il diritto allo studio. Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, un aumento di 288 milioni di euro destinati alle borse di studio universitarie.
Le nuove risorse si aggiungono agli oltre 557,8 milioni di euro già disponibili attraverso fondi statali, portando il totale degli stanziamenti per l’anno accademico 2026/2027 a oltre 845,8 milioni di euro.
Una cifra record, che segna un aumento del 19,5% rispetto all’anno precedente e del 175% rispetto al 2020, quando i fondi disponibili ammontavano a 307,8 milioni di euro.
Indice
- Quasi 300 mila borse assegnate: la copertura sfiora il 100%
- Dal 2013 a oggi: come sono cresciuti i fondi per le borse di studio
- Aumentano anche gli importi delle borse: ecco quanto spetterà agli studenti
- Bernini: "Dare alle ragazze e ai ragazzi la libertà di formarsi"
- Ma come funzionano davvero le borse di studio universitarie?
Quasi 300 mila borse assegnate: la copertura sfiora il 100%
L’aumento dei finanziamenti punta a consolidare i livelli di copertura raggiunti negli ultimi anni per gli studenti risultati idonei alla borsa di studio. Nell’anno accademico 2024/2025, infatti, la copertura ha raggiunto il 99,8%, con 299.618 borse di studio assegnate.
Il numero delle borse è cresciuto in modo significativo nell’ultimo decennio: si è passati dalle 136.000 borse assegnate nel 2016/2017 alle 244.171 del 2020/2021, fino ad arrivare alle quasi 300 mila del 2024/2025. Un aumento che, rispetto al 2020/2021, equivale a una crescita del 22,7%.
Dal 2013 a oggi: come sono cresciuti i fondi per le borse di studio
Per capire la portata delle nuove risorse stanziate per il 2026/2027 bisogna guardare anche alla situazione di partenza. Negli ultimi anni il sistema delle borse di studio universitarie ha visto un aumento significativo delle risorse disponibili e del numero di studenti sostenuti.
Nel 2013, infatti, i fondi statali destinati alle borse di studio erano pari a circa 149 milioni di euro. Da allora le risorse sono cresciute progressivamente: nel 2017 erano arrivate a 217 milioni di euro, mentre per l’anno accademico 2026/2027 il totale supera gli 845,8 milioni di euro.
Significa che, rispetto al 2013, i fondi disponibili sono aumentati di circa 696,8 milioni di euro, con una crescita complessiva di quasi il 470%. Parallelamente è cresciuto anche il numero delle borse assegnate: dalle 136.000 del 2016/2017 si è passati alle 244.171 del 2020/2021, fino alle 299.618 del 2024/2025.
Aumentano anche gli importi delle borse: ecco quanto spetterà agli studenti
Oltre ai fondi complessivi, aumentano anche gli importi destinati ai singoli studenti beneficiari. Per l’anno accademico 2026/2027, gli importi stabiliti dal MUR saranno:
- 7.171,11 euro per gli studenti fuori sede;
- 4.190,71 euro per gli studenti pendolari;
- 2.890,16 euro per gli studenti in sede.
Gli aumenti sono particolarmente significativi se confrontati con l’anno accademico 2022/2023:
- gli studenti fuori sede riceveranno 1.013,37 euro in più all’anno;
- i pendolari avranno un aumento di oltre 592 euro;
- gli studenti in sede potranno contare su 408,41 euro aggiuntivi.
Bernini: "Dare alle ragazze e ai ragazzi la libertà di formarsi"
Soddisfatta la ministra Anna Maria Bernini, che spiega così la misura: "Più borse di studio. Più libertà. Più futuro per i nostri giovani. Il Governo sceglie di investire sui giovani e sulla loro formazione, perché nessuna ragazza e nessun ragazzo deve rinunciare all’università per le proprie condizioni economiche.
Con 288 milioni di euro in più per le borse di studio universitarie, portiamo le risorse complessive per il prossimo anno accademico a oltre 845 milioni di euro.
Negli ultimi anni abbiamo raggiunto il 100% di copertura delle borse per gli studenti idonei. Ora rafforziamo questo risultato, aumentando gli importi e ampliando la platea di chi può beneficiarne.
Perché il diritto allo studio non è una promessa: è una scelta politica precisa. È dare alle ragazze e ai ragazzi la libertà di scegliere dove studiare, di formarsi e di costruire il proprio futuro. Il diritto allo studio si pratica e non si predica. E investire sui giovani significa investire sul futuro dell’Italia." conclude il numero uno del MUR.
Ma come funzionano davvero le borse di studio universitarie?
Le borse di studio sono uno degli strumenti principali del diritto allo studio universitario e servono a sostenere gli studenti che hanno difficoltà economiche, permettendo loro di affrontare le spese legate all’università.
Possono includere un contributo economico, ma anche altri servizi come agevolazioni per la mensa, alloggi o altri benefici previsti dagli enti regionali per il diritto allo studio. Per richiederle bisogna generalmente essere iscritti a un corso universitario e rispettare due tipi di requisiti:
- requisiti economici, legati alla situazione della famiglia dello studente;
- requisiti di merito, cioè il raggiungimento di un determinato numero di crediti universitari (CFU), soprattutto per chi non è al primo anno.
Uno dei documenti fondamentali per fare domanda è l’ISEE universitario, che permette di calcolare la situazione economica dello studente e stabilire se rientra nelle soglie previste.
Per l’anno accademico 2026/2027, il MUR ha aggiornato i limiti massimi di accesso ai benefici per il diritto allo studio: la soglia ISEE è fissata a 28.339,88 euro, mentre quella ISPE (l’indicatore legato al patrimonio) è pari a 61.608,48 euro.
Le modalità precise per presentare la domanda possono cambiare da regione a regione, perché a gestire concretamente le borse sono gli enti territoriali per il diritto allo studio. Per questo motivo è sempre importante controllare il bando pubblicato dalla propria Regione o dall’ente di riferimento.