Alessandro Onorato

Asilo nido gratis per tutte le famiglie, un anno di superiori in meno, prof pagati di più e sport gratis e obbligatorio a scuola fino a 16 anni: è la ricetta di Alessandro Onorato per cambiare la scuola italiana, raccontata in un'intervista a Skuola.net. Onorato è assessore ai Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, nella giunta guidata dal sindaco Roberto Gualtieri, e segretario nazionale di Progetto Civico Italia, la formazione politica con cui lancia queste proposte.

Ma cos'è, in concreto, Progetto Civico Italia? È una rete nazionale che mette insieme liste civiche, amministratori locali e cittadini impegnati sul territorio che scelgono di fare politica al di fuori dei partiti tradizionali. Onorato la guida da segretario con un programma che parte dai temi concreti delle città: servizi, scuola, sport e giovani.

Il punto di partenza, come spiega ai nostri microfoni, è demografico. Per Onorato l'Italia rischia di diventare un Paese di anziani accuditi dai figli invece che dallo Stato. I giovani entrano nel mondo del lavoro tardi e da precari, mentre i più preparati fanno le valigie per l'estero in cerca di stipendi più alti.

Indice

  1. Asilo nido gratis: meno di 500 milioni
  2. Un anno in meno di scuola e scelta a 15 anni
  3. Stipendi dei prof come nella media europea
  4. Sport gratis e obbligatorio fino a 16 anni

Asilo nido gratis: servirebbero meno di 500 milioni

Onorato parte dai primissimi anni di vita. "Io partirei da zero: gli asili nido devono essere gratuiti. Non l'hanno mai fatto", dice nell'intervista a Skuola.net, mettendo il nido in cima al suo programma.

E il conto? Secondo lui è tutt'altro che proibitivo. Rendere il nido gratuito per le famiglie costerebbe in Italia meno di 500 milioni di euro, una cifra che paragona a "meno di un bonus di venti giorni sulla benzina". Significherebbe "già dare uno strumento utile alle persone per fare figli".

La gratuità, però, va oltre la retta. Dal nido in poi, nella sua idea, lo Stato dovrebbe garantire tutto quello che serve alla crescita e alla formazione dei bambini, "dai pannolini al latte". Sullo stesso tema, Onorato propone un congedo paritario tra genitori, perché, come sottolinea nel corso dell'intervista, "i figli non possono pesare soltanto sulle mamme, ma anche sui papà".

Un anno in meno di scuola e scelta a 15 anni

Il secondo pilastro riguarda direttamente chi oggi sta tra i banchi. Per Onorato "il percorso curricolare deve durare un anno di meno", e la motivazione è tutta nel confronto con il resto del continente: "in tutta Europa si finisce a diciott'anni e in Italia a diciannove". 

Attenzione, però: meno anni, nella sua visione, non vuol dire meno scuola. La formazione dovrebbe essere "diversa, veramente per tutti, molto più approfondita", con un lavoro mirato su due fronti: recuperare chi ha problemi e valorizzare chi è particolarmente bravo. L'obiettivo dichiarato è "fare in modo che arrivino ai blocchi di partenza all'università o al lavoro davvero formati".

Poi c'è il tema che ogni studente di terza media conosce bene, croce e delizia di fine anno: la scelta delle superiori. Onorato contesta il fatto di dover decidere il proprio percorso a 13 anni e propone di spostare la scelta a 15 anni, concentrandola sugli ultimi tre anni. È lì, spiega, che inizia "il tuo primo aspetto vocazionale, dove incominci a capire cosa vuoi fare da grande".

Spazio anche al tema delle disuguaglianze. Per Onorato la scuola "è il più grande ascensore sociale", eppure nei quartieri più disagiati si concentrano insieme più nascite e più dispersione scolastica. "Si fanno i figli lì e non li formiamo? Noi dobbiamo formarli", è la sua conclusione.

Tra le proposte ci sono nuove materie e servizi. Onorato chiede di portare in classe l'intelligenza artificiale e l'educazione finanziaria, e di garantire un supporto psicologico a tutti dentro le scuole. Le fragilità sono aumentate, sostiene, "e non perché i giovani di oggi siano peggiori di quelli di ieri, al massimo sono peggiori i genitori".

Stipendi dei prof come nella media europea

Sugli insegnanti Onorato è netto: sono "una di quelle categorie sociali fondamentali in un Paese". La sua proposta è pagarli come la media europea, il che significherebbe, secondo i suoi calcoli, il 30% in più rispetto a oggi.

Il quadro che descrive della categoria è piuttosto crudo. Gli insegnanti oggi, dice, "molto spesso sono o degli eroi oppure sono persone che nella vita volevano fare altro, non ci sono riusciti e fanno gli insegnanti". All'aumento di stipendio, nella sua idea, dovrebbe accompagnarsi il riconoscimento di un ruolo sociale prezioso, "perché l'educazione è tutta là".

C'entra anche il tempo passato insieme. "Molte volte i genitori incontrano i propri figli molte meno ore dei propri insegnanti", osserva, per arrivare alla frase più dura: "uno Stato che non investe nei propri insegnanti è destinato a fallire".

Il tema, per lui, è anche personale. Onorato racconta di essere nato in periferia, in una famiglia molto umile con tre figli maschi e due genitori insegnanti. Fino a 23 anni non è mai andato in vacanza perché studiava e lavorava: "Sono cresciuto felice, felicissimo, mi bastava il mare di Ostia".

Da qui la sua critica ai social, che oggi ricordano ai ragazzi quello che non hanno. Onorato giudica assurdo vedere "bambine che a 10 anni usano TikTok e sono adultizzate" e adulti di 50 anni "infantilizzati".

Sport gratis e obbligatorio fino a 16 anni

Sullo sport Onorato alza l'asticella. Renderlo accessibile non gli basta: deve essere obbligatorio fino a 16 anni e gratuito dentro le scuole. Il motivo? Oggi, dice, "sia diventato un privilegio tutto: poter studiare, poter fare sport".

Il primo ostacolo è strutturale, e lui stesso lo ammette. Secondo Onorato il 50% delle scuole italiane è senza palestra, "e quando ce l'hai il termosifone fa la linea del campo di pallavolo". Una scena familiare a chiunque abbia fatto educazione fisica in uno spazio di fortuna, vero? Serve quindi, nelle sue parole, "un intervento infrastrutturale abnorme".

La soluzione per chi è senza spazi? Fare come le scuole private e stringere convenzioni con le associazioni sportive del territorio. Lo schema è semplice: lo Stato dice a ogni Comune "Io ti finanzio la pratica sportiva, tu la devi garantire".

Onorato definisce inaccettabile che scienze motorie arrivi solo dopo la terza elementare e che, dalla quarta in poi, se ne occupi l'insegnante di italiano. E allora, si chiede, a che serve formare nuovi educatori?

Lo sport si lega a un'altra proposta: scuole aperte 11 mesi l'anno, perché "la scuola non può essere un parcheggio". Ed è qui che Onorato tira in ballo il PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza: "La scuola deve essere aperta 11 mesi l'anno, dove già abbiamo perso una grande opportunità data dal PNRR. Se non rifai tutte le scuole italiane, quando hai 209 miliardi di euro, quando le rifai?".

Rimettere a nuovo, nella sua idea, significa dotare le scuole di aria condizionata e renderle energeticamente autosufficienti. A Roma, racconta, si sta già facendo, "ed è addirittura gratuito l'intervento perché recuperi sulla bolletta".

Sui costi a carico delle famiglie porta un esempio concreto: la scuola calcio è arrivata a costare mille euro l'anno. Una spesa pesante per due figli con due stipendi normali, "figuriamoci il nuoto o il tennis".

I benefici che elenca vanno oltre il campo. Chi fa sport da giovane, sostiene, cresce con una socialità migliore, vive più a lungo e ha un'educazione alimentare e comportamentale che "peserà meno sulle tasse e sulla sanità pubblica". Quanto al diritto allo sport inserito in Costituzione qualche anno fa, il suo giudizio è secco: "Non ce ne facciamo nulla di diritti scritti in Costituzione che non siano reali".

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